The Swiss voice in the world since 1935

Just Eat si riorganizza in Svizzera, a rischio centinaia impieghi

Keystone-SDA

Just Eat rivede il proprio modello operativo in Svizzera: la società di consegna di pasti (e altro) a domicilio intende affidarsi maggiormente a corrieri indipendenti e partner esterni.

(Keystone-ATS) La riorganizzazione potrebbe comportare la soppressione di diverse centinaia di posti rispetto agli attuali circa 700 corrieri dipendenti. L’azienda ha avviato una procedura di consultazione, al termine della quale – fra due settimane circa – sarà comunicato il numero esatto di impieghi interessati. Intanto però i sindacati sono già saliti sulle barricate.

Il cambiamento risponde all’evoluzione delle esigenze dei clienti e non a una misura di risparmio, assicura Lukas Streich, responsabile di Just Eat nella Confederazione, in un’intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. La domanda di consegne si distribuisce infatti sempre più lungo l’arco dell’intera giornata, fino alle ore notturne: un sistema basato su personale assunto e turni pianificati con due settimane di anticipo non garantisce sufficiente flessibilità, argomenta il dirigente.

La riorganizzazione prevede soluzioni differenti in base al territorio. A Zurigo, Berna, Basilea, Winterthur (ZH) e nella Svizzera orientale Just Eat intende ricorrere maggiormente a corrieri indipendenti. In Ticino l’azienda collabora soprattutto con il partner On Duty, mentre in Romandia i corrieri continueranno a essere dipendenti, in seguito a una decisione giudiziaria.

Con questa strategia, Just Eat si avvicina al modello adottato dal concorrente Uber Eats, criticato dai sindacati per le condizioni di lavoro dei collaboratori. Streich respinge tuttavia le accuse secondo cui l’azienda trasferirebbe i rischi imprenditoriali sui corrieri: il nuovo sistema consente loro di accettare o rifiutare liberamente gli incarichi e di guadagnare di più nei periodi di forte domanda, afferma. Il manager non ha però fornito dati sui compensi medi per consegna.

Per il personale interessato dalla riorganizzazione è previsto un piano sociale. Potranno inoltre candidarsi per svolgere le consegne come lavoratori indipendenti. Resta da chiarire quante persone perderanno il posto e quali saranno le condizioni concrete del nuovo modello operativo. Intanto però i sindacati sono già scesi sul piede di guerra. Ciò che viene spacciato come maggiore flessibilità orientamento al cliente significa per i lavoratori meno sicurezza sociale e il trasferimento dei rischi dall’azienda ai corrieri, afferma Syndicom, che punta in particolare il dito contro quella che considera l’inazione delle autorità. “Ginevra e Vaud hanno dimostrato che le autorità cantonali possono porre fine a questa situazione emanando decreti che stabiliscano che tali aziende agiscono in qualità di datori di lavoro. Gli altri cantoni, finora, stanno lasciando i corrieri a se stessi”, deplora l’associazione.

“Just Eat ha dimostrato finora che le consegne di pasti a domicilio sono possibili anche con corrieri assunti come dipendenti”, commenta il segretario centrale di Syndicom Urs Zbinden, citato nella nota. “Ora, proprio questo modello rischia di essere sacrificato sull’altare della pressione concorrenziale. Non è ammissibile che un’azienda ottenga vantaggi competitivi trasferendo i rischi sui corrieri e indebolendo la tutela dei lavoratori. Insieme alle maestranze ci opporremo a tutto questo”, promette.

“Just Eat vuole copiare il modello illegale di Uber Eats”, scrive da parte sua Unia. Tale “modello di lavoro nero” – così in un comunicato – viene imitato da altri operatori perché tollerato dalle autorità. “È evidente che anche i corrieri di Just Eat non siano veri lavoratori autonomi, ma operino in regime di dipendenza e siano strettamente integrati nell’organizzazione aziendale”.

L’organizzazione ricorda che, nel caso Uber Eats, il Tribunale federale ha già stabilito nel 2022 che i corrieri sono da considerarsi dipendenti. “Uber Eats è quindi tenuta ad adempiere a tutti gli obblighi del datore di lavoro, a corrispondere salari e indennità adeguati e a iscrivere i lavoratori alla previdenza sociale. Uber Eats ignora però tutto ciò e ricorre sistematicamente al lavoro in nero. I corrieri sono costretti a lavorare senza copertura previdenziale e con salari da fame. Ed è proprio questo modello illegale che Just Eat intende ora copiare”, si rammarica Unia.

Articoli più popolari

I più discussi

Preferire Swissinfo su Google

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR