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Kosovo: elezioni comunali, seggi chiusi dopo primo test democratico

(Keystone-ATS) PRISTINA – Nella prima prova di democrazia dall’indipendenza nel 17 febbraio del 2008, il Kosovo oggi si è recato alle urne per le elezioni amministrative, che hanno visto una partecipazione praticamente nulla fra gli abitanti delle enclave serbe del nord, ma significativa nelle altre enclave sparse e nel sud.
Le urne nei circa 2.000 seggi sono state chiuse alle 19.00. Fra i primi a votare questa mattina c’è stato il premier, Hashim Thaci, insieme alla moglie: “Per i cittadini del Kosovo questa giornata è la più importante dalla proclamazione dell’indipendenza. E’ una giornata storica. Ci siamo sacrificati per arrivarci. Noi oggi – ha proseguito Thaci in occasione del suo voto – confermiamo che il Paese merita la propria indipendenza e la prospettiva europea”.
Intorno alle 15.30 nell’insieme del Kosovo aveva votato circa il 32% del milione e mezzo circa di aventi diritto, chiamati a eleggere i sindaci e consiglieri in 36 comuni, compreso quello della capitale Pristina. Oltre 100 gli osservatori internazionali presenti per garantire la regolarità delle votazioni.
Nella enclave serba di Gracanica, nel sud del Kosovo, l’affluenza alle 15.30 era intorno al 14%. In molti quindi hanno deciso di votare e di non seguire gli appelli al boicottaggio lanciati da Belgrado, che non ha mai riconosciuto l’indipendenza della sua ex provincia. Nelle tre enclave serbe del nord, compresa quella di nord Mitrovica, l’appello al boicottaggio è stato invece seguito e i tassi di affluenza registrati a mezza giornata erano bassissimi, fra lo 0,2 e il 2,4%, a seconda delle località.

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