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La battaglia del gas passa anche dall’Italia

Maquette della centrale di Sparanise, in Campania (EGL Italia)

Quattro centrali a gas, di cui due già in costruzione. "EGL Italia", filiale della multinazionale elvetica dell’energia, Axpo, sta sfondando nel Bel Paese.

Un’operazione dai grandi numeri anche se difficile in un territorio assetato di energia ma pieno di contraddizioni, vincoli legali e molte opposizioni.

A Sparanise, alle porte di Caserta, la prima nuova centrale a gas realizzata dalla "svizzera" EGL sta prendendo forma. 760 megawatt: un impianto a ciclo combinato che costerà alla fine circa mezzo miliardo di euro.

"Eravamo già presenti in Italia come esportatori di energia" dice a swissinfo Raffaele Tognacca, amministratore delegato di EGL Italia. "Sono stati sopratutto la liberalizzazione del mercato italiano e il deficit produttivo del paese a convincerci di scendere in campo".

Cantieri per 3.000 Megawatt

Tognacca ci crede. Ingegnere 39enne, ticinese con esperienze alle municipalizzate di Bellinzona e in seguito all’Azienda elettrica ticinese, da 4 anni è a capo della EGL Italia con sede a Genova. E’ lui che sta guidando l’operazione. Oltre al cantiere di Sparanise, sono stati aperti anche quelli di Salerno, Rizziconi (Calabria), Ferrara per un totale produttivo di oltre 3 mila Megawatt. Il tutto andrà a regime entro il 2008.

"Il nostro segreto", ci dice Tognacca, "è aver saputo costruire un management che conosce bene la realtà italiana: le sue peculiarità politiche, economiche e sociali, e di aver saputo inoltre convincere la casa madre, della validità del progetto".

In appena 3 anni, EGL Italia ha ottenuto tutte le autorizzazioni per la costruzione della 4 centrali. Un fatto eccezionale in un paese in cui gli iter burocratici sono spesso farraginosi e pieni di ostacoli. Ma non solo. Costruire in certe zone come in Campania in cui la popolazione in genere si oppone a impianti di qualsiasi genere, dai termovalorizzatori alle centrali, non è cosa da poco.

"Siamo stati favoriti dal cosiddetto "decreto sblocca centrali" che il governo ha varato proprio per far fronte alla carenza produttiva indigena e all’aumento continuo della domanda di energia" dice Tognacca. "Per ciò che riguarda la Campania ci siamo calati nella realtà locale e con le autorità comunali e regionali siamo riusciti a creare un consenso sociale attorno ai nostri progetti, e questo in totale trasparenza"

E la Camorra?

"Niente! Assolutamente nessun problema" dice Tognacca. Tutta alla luce del sole dunque. E già alla direzione di Genova si sta pensando a un altro grande progetto. Un gasdotto Albania-Italia. Un progetto da tempo sulla carta ma che nessuno in Italia ha mai avuto l’opportunità di realizzare. Perché a voi dovrebbe riuscire?

"In prospettiva", dice Tognacca, "avremo una capacità produttiva di tutto rispetto all’interno del mercato italiano. Per mantenere le nostre posizioni dovremo procurarci la materia prima, il gas, nel modo più economico possibile. L’ipotesi del gasdotto albanese, diventa dunque realistica".

In vista del mercato svizzero

Recentemente, l’Ufficio federale per l’energia non ha escluso la possibilità di sostituire le centrali nucleari, ormai a fine carriera, con impianti a gas. Forse EGL in Italia sta facendo le prove per il futuro energetico svizzero?

"Esiste evidentemente anche un interesse strategico di Axpo in Svizzera a cui EGL appartiene. Indubbiamente, il fatto di poter maturare all’interno del gruppo esperienze di costruzione e di sfruttamento di tecnologie come quella a gas è un valore aggiunto per il nostro futuro industriale anche in Svizzera".

swissinfo, Paolo Bertossa, Roma

In breve

Il Gruppo EGL, fondato nel 1956 a Laufenburg in Svizzera rappresenta da quasi mezzo secolo una delle principali società europee nella produzione, trasporto e commercializzazione di energia elettrica.

Nell'arco di quattro anni, EGL Italia si è affermata come il secondo operatore nazionale italiano con circa 14 miliardi di kWh e 270 milioni di metri cubi di gas naturale venduti nel 2004.

Una centrale a ciclo combinato è un impianto per la produzione di energia elettrica mediante la realizzazione di cicli termodinamici. Il primo ciclo (ciclo base) è realizzato da un generatore elettrico mosso da una turbina a gas. Il secondo ciclo è realizzato dai gas di combustione che passano attraverso una caldaia che genera vapore e che a sua volta muove un generatore di energia elettrica.

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