Edilizia, i sindacati fanno muro
Sarà sciopero? SEI e Syna respingono le proposte del padronato per quanto riguarda i negoziati salariali nel settore dell'edilizia.
Resta dunque lo stallo: il Sindacato edilizia e industria (SEI) e il sindacato cristiano-sociale Syna hanno nuovamente respinto le proposte della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). In assenza di un accordo si fa sempre più concreta la minaccia di uno sciopero.
Riuniti sabato a Berna, i 170 delegati del SEI hanno respinto “all’unanimità le proposte attuali della SSIC” sul rinnovamento del Contratto nazionale mantello, reputandole “troppo vaghe e insufficienti”, ha indicato Roland Siedler della sezione bernese del sindacato.
Le richieste
Il SEI ha chiesto un aumento di salario di 120 franchi per tutti e la possibilità del pensionamento anticipato a partire dai 60 anni con una rendita transitoria corrispondente all’80 per cento dell’ultima paga lorda. Lunedì scorso il padronato aveva dal canto suo proposto un aumento globale delle retribuzioni del 3 per cento e di dedicare l’1 per cento della massa salariale al prepensionamento.
I delegati del Syna, anch’essi riuniti sabato a Berna, ritengono che un aumento di almeno 100 franchi al mese sia “assolutamente necessario” per i lavoratori: l’offerta di un incremento del 2 per cento è del tutto insufficiente. Il sindacato cristiano ha però espresso soddisfazione per l’impegno dimostrato dalla SSIC in vista dell’introduzione del pensionamento anticipato.
I delegati del SEI hanno deciso di istituire in gennaio, in ogni sezione, un comitato di sciopero, incaricato di preparare le manifestazioni in caso di un nuovo fallimento delle trattative. La minaccia potrebbe concretizzarsi se non dovesse essere trovato un accordo entro la fine di marzo, quando scadrà l’attuale Contratto nazionale mantello. I delegati del Syna chiedono dal canto loro l’abolizione della pace del lavoro.
La risposta del padronato
Il padronato si è detto nuovamente deluso dal rifiuto da parte dei rappresentanti sindacali: “le nostre proposte apportano un miglioramento globale dei salari del 3 per cento”, ha indicato Daniel Lehmann, direttore della SSIC. “Si tratta – ha sottolineato – di un’offerta di ottima qualità in questo contesto congiunturale delicato”.
Vista l’assenza di una risposta positiva da parte dei sindacati, in particolare per quanto riguarda il pensionamento anticipato, non è definitivamente sicuro che i delegati della SSIC continuino ad appoggiare questa “piccola AVS”, ha aggiunto Lehmann. “In ogni caso continueremo le trattative”, ha concluso.
swissinfo e agenzie
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