Edilizia in agitazione per salari migliori
Giornata d'azione a livello nazionale, lunedì, dei lavoratori del settore edile. Vogliono essere pagati meglio. Il padronato risponde con un secco no.
Ottocento persone attive nel settore dell’edilizia hanno risposto all’appello del sindacato di categoria abbandonando lunedì mattina il lavoro: circa il 90% dei cantieri ginevrini si è fermato, hanno indicato i sindacati. I lavoratori chiedono 250 franchi mensili in più per tutti e la possibilità di andare in pensione a 60 anni. Il padronato è disposto ad aumenti di 40 franchi e altri 40 al merito.
A Zurigo le persone che hanno incrociato le braccia sono 300. All’ultimo momento, ha dichiarato stamane André Kaufmann del Sindacato edilizia e industria (SEI), «abbiamo deciso di cambiare l’itinerario del corteo per poter passare vicino al cantiere della Schulhaus/Lagerstrasse dove i datori di lavoro hanno minacciato gli operai di non rinnovare i permessi di lavoro per il 2002 di coloro che avessero partecipato all’agitazione.
Ferma reazione del padronato
In una nota, la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) afferma che non si lascerà «in alcun modo intimidire» da tali mezzi di pressione e che intende denunciare i sindacati e i loro funzionari per violazione della pace del lavoro.
Il divieto assoluto di scioperi e agitazioni è stato concordato dai partner sociali e vale per tutta la durata contrattuale, ossia fino alla fine del marzo 2002, sostiene la SSIC, che si dice sorpresa dell’atteggiamento sindacale, «dopo che nelle ultime tornate negoziali erano stati registrati sostanziali passi in avanti».
L’associazione padronale afferma di mantenere la sua offerta di un aumento globale del 2,5-3 % per il nuovo «contratto mantello». Se i suoi delegati daranno la loro approvazione il 28 novembre, questa offerta potrà contenere, oltre a un aumento salariale reale, anche il modello di un pensionamento flessibile, precisa la SSIC.
swissinfo e agenzie
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