Migros nel mirino dei sindacati per paghe migliori
"M-Mobilisation" è la campagna congiunta lanciata dai sindacati per ottenere da Migros buste paga più consistenti e migliori condizioni di lavoro. La maggiore catena svizzera di vendita al dettaglio è finita negli ultimi giorni sulle prime dei giornali, soprattutto per aver stipulato con centinaia di suoi dipendenti contratti "doppi" - uno normale e uno per ausiliari - che comporterebbero ore supplementari non correttamente retribuite.
Presentando la campagna martedì a Berna, il sindacato Unia e la Federazione svizzera dei lavoratori del commercio, dei trasporti e dell’alimentazione (FCTA) hanno indicato che l’obiettivo è la messa a punto di un nuovo contratto collettivo di lavoro, che costituirebbe poi un segnale forte per tutto il settore della vendita al dettaglio.
L’attuale intesa giunge a scadenza alla fine del 2002 e le trattative per la formulazione di un nuovo patto sociale sono già cominciate. Dalla Migros, che è il più grande datore di lavoro privato in Svizzera, i sindacati si aspettano “chiari miglioramenti contrattuali” e in primo luogo salari più interessanti e assegni più cospicui per maternità e malattia. Unia e FCTA rivendicano poi un contratto di lavoro fisso per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Robert Schwarzer, segretario generale della FCTA, ha detto che il lavoro nella vendita al dettaglio è sempre più impegnativo e deve di conseguenza essere retribuito in modo corretto. Migros si è già impegnata a versare quest’anno salari mensili di almeno tremila franchi, che saliranno a 3’300 nel 2003. Si tratta di un passo nella giusta direzione, secondo i sindacati, che vogliono comunque strappare ulteriori concessioni.
Concretamente chiedono per i dipendenti con alle spalle una formazione biennale salari iniziali di 3’600 franchi, che aumenterebbero a 3’800 franchi nel secondo anno di attività e a 4’000 a partire dal terzo. Per i dipendenti con formazione triennale, la “scaletta” sarebbe rispettivamente di 4’000, 4’250 e 4’500 franchi.
Il contratto collettivo, cui attualmente sono affiliati solo i dipendenti che lavorano almeno al 50%, dovrebbe poi essere esteso a tutto il personale e i “contratti doppi” e il “lavoro su chiamata” dovrebbero definitivamente essere aboliti. Il personale a tempo parziale con orari inferiori al 50% è costituito soprattutto da donne, che devono accontentarsi di regolamenti meno vantaggiosi e risultano quindi discriminate.
Oltre a Migros, nel mirino dei sindacati vi sono anche gli altri dettaglianti: “bisogna mettere fine a un vergognoso sfruttamento del personale di vendita che dura da decenni”, ha affermato Schwarzer. La campagna “M-Mobilisation” si prefigge anche di aumentare il tasso di sindacalizzazione presso Migros: dei 75mila dipendenti solo 6mila sono infatti affiliati a un’organizzazione sindacale.
swissinfo e agenzie
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