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Lavoro temporaneo torna ad aumentare in Svizzera

Keystone-SDA

Dopo tre anni di cali significativi torna ad aumentare il lavoro temporaneo in Svizzera: nel primo semestre le ore prestate sono cresciute dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

(Keystone-ATS) Il dato è stato pubblicato oggi da Swissstaffing, l’associazione delle agenzie di reclutamento.

Si registra invece ancora una flessione del numero di collocamenti a tempo indeterminato: questo segmento del mercato prosegue la sua caduta, con una diminuzione del 19,4%. Ciò riflette l’incertezza dell’economia elvetica: le tensioni geopolitiche, l’imprevedibile politica dei dazi dell’amministrazione americana e il rallentamento congiunturale degli ultimi anni inducono le imprese a essere estremamente caute nelle assunzioni, commentano gli esperti di Swissstaffing.

“La produzione industriale svizzera ha registrato all’inizio dell’anno un andamento positivo: la guerra in Iran ha rallentato, ma non arrestato, questa evoluzione”, osserva Marius Osterfeld, capo economista di Swissstaffing, citato in un comunicato. “Ciò ha generato un aumento della domanda di lavoro temporaneo nel comparto dell’industria e un leggero incremento delle ore lavorate”. Inoltre in tempi di incertezza economica il lavoro temporaneo rappresenta per molte aziende un importante strumento di flessibilità.

In un contesto di mercato teso, l’intelligenza artificiale (IA) pone intanto nuove sfide ai prestatori di personale. L’introduzione di nuove tecnologie e la conseguente riorganizzazione dei processi richiedono infatti investimenti. Stando a un sondaggio condotto tra i membri di Swissstaffing il 79% degli operatori utilizza peraltro già l’IA: al centro dell’attenzione vi sono soprattutto l’aumento dell’efficienza e il miglioramento dei processi di reclutamento.

L’intelligenza artificiale rappresenta però al tempo stesso un’opportunità per i prestatori di personale: l’aumento della disoccupazione, insieme all’intelligenza artificiale, ha infatti portato a un’ondata di candidature. Osterfeld spiega: “Oggi, per un posto vacante, le aziende ricevono in alcuni casi ben più di 100 candidature. Anziché dover cercare personale difficilmente reperibile, come accadeva ai tempi della carenza di manodopera, i prestatori di personale offrono il proprio sostegno nella valutazione dei dossier pervenuti e nel processo di selezione”.

Tutto sommato i CEO delle aziende affiliate a Swissstaffing guardano al futuro con cauto ottimismo: il 33% delle aziende interpellate prevede un aumento dell’attività nei prossimi sei mesi, un dato in linea con quelli dei trimestri precedenti. La possibilità che il ramo del lavoro temporaneo prosegua il suo trend di crescita dipenderà però soprattutto dall’evoluzione degli eventi geopolitici, con i loro effetti a cascata sulla congiuntura.

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