Identità

LGBTIQ: le mentalità evolvono faticosamente in Svizzera

Pioniera nel riconoscimento delle coppie omosessuali, la Svizzera oggi è in ritardo rispetto ad altri Paesi europei in fatto di diritti delle persone LGBTIQ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali e queer).

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2020 - 17:45
Paula Troxler (illustrazione)

La più recente piccola vittoria per la comunità LGBTIQ risale al 9 febbraio 2020. Gli svizzeri hanno votato chiaramente a favore del perseguimento penale della discriminazione basata sull'orientamento sessuale, alla stessa stregua del razzismo.

Nonostante i continui progressi nell'accettazione dell'omosessualità nella società, l'omofobia rimane ancora un problema in Svizzera. Persone della comunità LGBTIQ sono tuttora vittime di discriminazioni, attacchi verbali e fisici basati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere.

"La particolarità dell'omofobia e della transfobia è che il sentimento di rigetto può nascere in seno alla famiglia stessa", spiega Caroline Dayer, esperta di questioni di genere e di uguaglianza.

Negli ultimi anni sono state avviate azioni per combattere l'omofobia, in particolare nelle scuole. Si tratta spesso di iniziative private basate sul volontariato, come quella dell'associazione bernese ABQ.

La Svizzera un tempo era all'avanguardia in termini di diritti LGBTIQ. Ha depenalizzato l'omosessualità nel 1942, quando la repressione contro gli omosessuali era la normalità negli Stati vicini. Nel 2007, quando ha introdotto l'unione registrata, è diventato il primo Paese al mondo in cui il riconoscimento delle coppie omosessuali è stato concesso direttamente e in modo chiaro (il 58% dei votanti) dal popolo.

Dal gennaio 2018, gli omosessuali hanno il diritto di adottare il figlio del loro partner. Tuttavia, l'unione registrata non pone gli omosessuali e gli eterosessuali su un piano di parità. Questa unione civile non consente alle coppie dello stesso sesso di adottare figli o di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

La Svizzera ha compiuto un passo storico in giugno: la Camera del popolo (camera bassa) si è espressa in favore del matrimonio per tutti e dell'accesso alla donazione di sperma per le coppie lesbiche. Ma il cammino è ancora lungo, visto che la Camera dei Cantoni deve ancora pronunciarsi e che un voto popolare non è da escludere. La Svizzera potrebbe tuttavia recuperare il suo ritardo sui suoi vicini europei…

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