The Swiss voice in the world since 1935

Libano: tornano a bruciare i silos del porto di Beirut

Tornano a bruciare nel centro di Beirut le rovine dei silos di grano distrutti dalla devastante esplosione del porto di Beirut due anni fa. KEYSTONE/AP/Bilal Hussein sda-ats

(Keystone-ATS) Tornano a bruciare nel centro di Beirut le rovine dei silos di grano distrutti dalla devastante esplosione del porto di Beirut due anni fa.

Notizie di fiamme propagatesi alla base di quel resta dei silos erano già emerse due giorni fa, ma stamani testimoni oculari e media libanesi affermano che un incendio sembra aver ripreso vigore all’interno dei resti dei magazzini. Qui, dopo due anni, rimangono ancora resti di grano, ormai avariato e in fermentazione.

Non sono chiare le cause delle fiamme mentre analisti e familiari delle vittime, interpellati dai media, temono che si tratti di un incendio doloso per distruggere quel che rimane dei silos.

Questi sono diventati, col tempo, un vero e proprio simbolo del disastro del 4 agosto 2020, nel quale sono morte più di 250 persone, oltre 6000 sono rimaste ferite, 330’000 hanno dovuto abbandonare le proprie case.

Il 4 agosto di due anni fa sono esplose nel porto di Beirut 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, lasciate incustodite dalle autorità per più di sei anni in uno degli hangar dello scalo marittimo.

L’alta struttura dei silos di grano, visibile da ogni lato del lungomare di Beirut, ha protetto parte della città dagli effetti devastanti dell’esplosione, secondo gli esperti tra le 10 deflagrazioni non nucleari più potenti della storia.

Per la tragedia del 4 agosto, verificatasi nel mezzo della peggiore crisi economica e politica della storia del Libano, l’intera classe politica è stata messa sotto accusa dai familiari delle vittime e da ampi settori dell’opinione pubblica, dal 2019 scesa periodicamente in piazza contro la corruzione e il malgoverno.

Secondo diversi analisti e osservatori libanesi, la stessa classe politica è riuscita, di fatto, a impedire che l’inchiesta giudiziaria libanese, guidata dal giovane giudice Tareq Bitar, proseguisse nell’identificare i responsabili dell’esplosione del 4 agosto 2020.

In questo senso, settori della società civile e i familiari delle vittime chiedono a gran voce che quel che resta dei silos distrutti rimanga in piedi e venga trasformato in un monumento che ricordi il disastro e le responsabilità dei colpevoli.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR