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Lotta all'ultima poltrona

Nessuno vuole cedere: i presidenti dei quattro partiti di governo

(Keystone)

Forte del risultato elettorale d’ottobre, l’Unione democratica di centro vuole due consiglieri federali. Nessuno degli altri partiti è però disposto a liberare un posto in governo.

La logica dei numeri vorrebbe che a cedere fosse il Partito popolare democratico, che passa la palla ai liberali. Blocher attacca anche i socialisti.

Mai come quest’anno le elezioni del Consiglio federale possono essere viste come un intricato gioco di strategie. Nessuno degli schieramenti politici ha i numeri per fare la maggioranza in parlamento, vale a dire per raccogliere i 124 voti che rappresentano la metà più uno dei seggi dell’Assemblea federale.

L'elezione rischia di andare per le lunghe e decisivi saranno alla fine i voti dei parlamentari che decideranno di "disubbidere" alla linea ufficiale del loro partiti.

L’aut aut dell’UDC

Il partito di destra è passato all’attacco immediatamente dopo le elezioni d’ottobre. Con 8 senatori e 55 consiglieri nazionali è diventato il partito più rappresentato in parlamento e reclama perciò un secondo seggio in governo.

Il candidato? Christoph Blocher, il tribuno del popolo. O lo si elegge o l’UDC chiederà al suo attuale consigliere federale, Samuel Schmid di dare le dimissioni. Il partito andrebbe così all’opposizione sancendo la fine del governo di concordanza. L'aut aut però non fa l'unanimità. Schmid ha dichiarato che potrebbe valutare l'opportunità di rimanere in governo anche senza l'appoggio dell'UDC.

Per far posto al suo discusso candidato, l’UDC chiede che uno dei due consiglieri federali del PPD, Metzler o Deiss, faccia le valige. L'UDC è però intenzionata ad attaccare anche il seggio della socialista Calmy-Rey.

La risposta del PPD

Attaccato da più parti, il PPD si ostina a non accettare una mera lettura aritmetica dei numeri scaturiti dalle urne. Invocando ragioni storiche e politiche, propone che l’UDC occupi il seggio lasciato libero dal dimissionario Villiger (liberale).

Per il PPD è essenziale che destra, sinistra e centro siano rappresentati per un terzo ciascuno in governo, in modo da assicurare la concordanza. Dando a UDC e PLR due seggi ciascuno il governo si sposterebbe troppo a destra.

Ma c’è un ma. Non tutti i parlamentari PPD sono d’accordo con la linea ufficiale del partito. C’è chi, come l’appenzellese Carlo Schmid, ritiene che sia il proprio partito a dover lasciare un seggio all’UDC. Viste le divergenze interne, anche il sostegno dei socialisti – interessati a tenere Blocher lontano dal governo – potrebbe non essere sufficiente al PPD per salvare i suoi due seggi.

I liberali con l’UDC

Gli altri grandi sconfitti alle elezioni, vale a dire i liberali, porgono apertamente la mano ai democentristi: sì al secondo seggio per il partito di destra e, perché no, anche a Blocher.

La proposta del PPD – e non è certo una sorpresa – non viene presa in considerazione. Il seggio del dimissionario Kaspar Villiger non si cede.

Il no a Blocher di socialisti e verdi

I socialisti non escludevano a priori di concedere un secondo seggio all’UDC, ma si sono sempre rifiutati di accettare la candidatura di Christoph Blocher. Per evitare una sua elezione hanno infine deciso di accordare il loro sostegno a Ruth Metzler e Joseph Deiss.

I verdi, che hanno sempre detto no non solo a Blocher ma anche all’ipotesi di un secondo seggio UDC, si stanno preparando all'evenienza che i democentristi vadano all'opposizione. Se Samuel Schmid (UDC) dovesse lasciare il governo, i verdi proporrebbero di eleggere al suo posto un loro candidato.

swissinfo, Doris Lucini

Fatti e cifre

Assemblea federale: 246 parlamentari, maggioranza assoluta a 124 voti
121 voti per la destra (63 UDC, 50 PLR, 8 di partiti minori)
123 voti per il centrosinistra (43 PPD, 61 socialisti, 13 verdi, 5 di partiti minori)
3 voti per il Partito popolare evangelico (tendente a sinistra, ma…)

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In breve

L’UDC vuole un secondo seggio in governo e lo vuole per Blocher, altrimenti andrà all’opposizione. A cedere il seggio deve essere il centro, rappresentato dal PPD. D’accordo gli altri partiti di destra, tra cui i liberali.

Il PPD non vuole rinunciare ad uno dei suoi due Consiglieri federali. Chiede che l’UDC occupi il posto lasciato vacante dal liberale Villiger.

Il PS non vuole assolutamente che ad essere eletto per l’UDC sia Christoph Blocher e promette quindi i suoi voti ai due consiglieri federali PPD uscenti.

Stessa opinione per i verdi, che inoltre tengono pronto un loro candidato per il caso in cui l'UDC andasse all’opposizione.

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