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Multa miliardaria per il cartello degli ascensori

Schindler, fabbricante svizzero di scale mobili e ascensori, al centro di un'intesa illecita sui prezzi (foto: Schindler)

La lucernese Schindler, fra i giganti del settore, è una delle ditte punite dalla Commissione europea con un'ammenda record di 1,6 miliardi di franchi per intesa illecita sui prezzi.

La ditta svizzera dovrà sborsare 230 milioni di franchi. La multa più elevata – 780 milioni – è stata inflitta alla tedesca ThyssenKrupp.

Oltre all'azienda lucernese, coinvolti nella vicenda sono la tedesca ThyssenKrupp (che ha subito la multa più elevata mai decisa nell'UE perché considerata recidiva), l'americana Otis (360 milioni di franchi) e la finlandese Kone (227 milioni). Praticamente illesa ne esce invece la giapponese Mitsubishi (2.9 milioni).

Costi gonfiati

Secondo la commissione fra il 1995 e il 2004 i quattro gruppi implicati in modo più grave "hanno costituito un'intesa sul mercato dell'installazione e della manutenzione degli ascensori e delle scale mobili in Belgio, Germania, Lussemburgo e Olanda, in flagrante violazione delle regole europee della concorrenza".

Concretamente le imprese "hanno truccato le offerte, hanno fissato i prezzi e si sono attribuiti i progetti ripartendosi il mercato e scambiandosi informazioni commercialmente importanti a livello confidenziale".

"È scandaloso dover constatare che in tal modo i costi di costruzione e di manutenzione degli immobili, compresi gli ospedali, sono stati artificialmente gonfiati", si è indignata la commissaria alla concorrenza Neelie Kroes.

Danni durevoli

"Il danno occasionato da questa intesa durerà diversi anni, perché non si limita alla fornitura iniziale, bensì interessa anche la manutenzione", ha proseguito. "Occorre che il ricordo della multa duri nel tempo", ha aggiunto. Secondo la commissione il cartello "può infatti produrre effetti per 20-50 anni".

I soldi raccolti attraverso le ammende finiranno nella cassa UE: indirettamente ne approfitteranno quindi tutti i Ventisette, che potranno in tal modo ridurre i loro contribuiti a Bruxelles.

In un primo tempo comunque il denaro rimarrà su un conto bloccato, perché le imprese interessate possono presentare ricorso.

Schindler "sorpresa"

Nel 2005 Schindler aveva riconosciuto di aver commesso infrazioni, limitatamente però ad alcuni paesi europei. In borsa il titolo ha reagito positivamente alla notizia: secondo gli analisti la multa è inferiore alle attese.

In un comunicato Schindler si dice peraltro "molto sorpresa" dall'entità della multa. La società - che nel 2005, ultimo dato annuale disponibile, aveva un fatturato di 8,87 miliardi - si riserva la possibilità di inoltrare ricorso una volta conosciuti i dettagli della decisione.

Il gruppo ricorda inoltre che coopera con la commissione dal gennaio 2004, vale a dire dall'inizio dell'inchiesta su questa vicenda.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

La svizzera Schindler, la tedesca ThyssenKrupp, la statunitense Otis e la finlandese Kone controllano insieme il 75% del mercato europeo degli ascensori e delle scale mobili.
La Schindler è stata fondata a Lucerna nel 1874 da Robert Schindler e Eduard Villiger. Oggi l'azienda impiega 40'000 dipendenti ed è attiva in oltre 80 paesi.

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In breve

Il Trattato che istituisce la Comunità europea enumera tra i suoi principi l'adozione da parte degli Stati membri di una politica economica «condotta conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza».

Uno dei ruoli della Commissione europea è di lottare contro possibili distorsioni della concorrenza, in particolare eliminando i cartelli e controllando le concentrazioni e gli aiuti di Stato.

Alle ditte che si sono rese colpevoli di attività anticompetitive, la Commissione può infliggere multe che possono raggiungere il 10% del fatturato a livello mondiale dell'impresa.

La sanzione più alta inflitta finora dalla Commissione europea - 1,25 miliardi di franchi - era stata comminata al cartello delle vitamine nel 2001. In questa vicenda, la multinazionale basilese Roche aveva dovuto sborsare circa 750 milioni.

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