Neutralità, “una sconfitta totale” per l’UDC, rassegna stampa
Il no all'iniziativa sulla neutralità, emerso ieri dalle urne, è la cronaca di una sconfitta preannunciata, secondo i media svizzeri. La netta bocciatura rafforza la posizione del Consiglio federale e rappresenta una "batosta" per Christoph Blocher.
(Keystone-ATS) Il 70% di voti contrari è “una sentenza senza appello per chi puntava a una neutralità rigida e fine a sé stessa”, recita l’editoriale del Corriere del Ticino, precisando che il chiaro risultato rappresenta “al tempo stesso, un avallo della politica” del Parlamento e dell’Esecutivo. L’iniziativa – prosegue il CdT – “è stata una sconfitta totale, che preclude ogni serio margine di rilancio”.
“Un verdetto senza appello”, commenta la Regione, “che scongiura il rischio di dogmatizzare quello che resta pur sempre un semplice strumento, benché importante, della politica elvetica estera: un mezzo, non un fine, che in quanto tale deve poter continuare a essere impiegato con la necessaria flessibilità, a seconda delle circostanze che si verificano nel mondo”, scrive il giornale ticinese.
Anche la NZZ parla di un “risultato senza appello”. Ma per il quotidiano zurighese “l’iniziativa di Christoph Blocher”, che ha finanziato la campagna con quasi 4 milioni di franchi, non ha avuto alcuna chance già in partenza.
Per i giornali svizzero-tedeschi del gruppo Tamedia il risultato di ieri rappresenta infatti una “sconfitta personale” per l’ex Consigliere federale democentirsta, che apparentemente “non è riuscito nemmeno a convincere il suo partito”.
Il Blick parla invece di una “progressiva transizione” per prendere le distanze dal patriarca dell’UDC. La parola d’ordine non era soltanto “tutti contro l’UDC”, ma “tutti contro Blocher”. Il prossimo passo riguarderà il dossier ancora più importante dell’Unione europea, che secondo il quotidiano svizzero-tedesco sarà verosimilmente affidato alla figlia Magdalena Martullo-Blocher.
Secondo La Liberté si è trattata di una “magistrale batosta inflitta dal popolo” e “un segnale chiaro per Blocher”. Anche Le Temps parla di una “scoppola” per l’ex consigliere federale, il cui impegno personale “non è bastato, così come non sono bastati i milioni sborsati di tasca propria”.
“Si possono comprare manifesti in ogni angolo del Paese e inserzioni sui giornali (…) Ma una maggioranza popolare resta più difficile da acquistare”, riassumono le testate del gruppo ESH (Le Nouvelliste, ArcInfo e La Côte), riferendosi alla campagna milionaria di Blocher.
L’UDC “non sta attraversando un momento particolarmente favorevole alle urne”, ha osserva dal canto suo Le Temps, ricordando la terza sconfitta dell’anno per il partito di destra. Una battuta d’arresto che “fa particolarmente male” perché riguarda uno dei suoi cavalli di battaglia. Al contrario, questo netto no rappresenta anche “un grandi sì” al modo in cui il Consiglio federale applica la neutralità. Si tratta, sottolinea il giornale ginevrino, della prima volta che questa linea ottiene un simile avallo popolare.