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Nuovo sistema radio per forze polizia e soccorso dal 2035

Keystone-SDA

Polycom, l'attuale sistema nazionale di comunicazione radio delle forze di soccorso e di sicurezza, dovrà essere sostituito entro il 2035.

(Keystone-ATS) Il Dipartimento della difesa (DDPS) ha pertanto avviato, con il coinvolgimento dei cantoni, un progetto preliminare per il suo rimpiazzo, denominato sistema di comunicazione mobile sicuro (CMS).

Il mandato per l’avvio del progetto è stato firmato dai consiglieri federali Martin Pfister e Beat Jans, scrive in una nota odierna il DDPS. Lo hanno sottoscritto pure Jakob Signer, responsabile del Dipartimento militare, di giustizia e polizia di Appenzello Interno nonché presidente della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri, e Karin Kayser-Frutschi, consigliera di Stato nidvaldese e presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia.

L’obiettivo del progetto preliminare è creare le basi specialistiche, organizzative, finanziarie e tecniche per il progetto principale e la successiva operatività. Allo stesso tempo dovrà essere elaborata una base decisionale affidabile per l’attuazione.

Come il suo predecessore, il CMS è concepito per essere a prova di crisi e guasti. Dovrà infatti funzionare in tutte le situazioni, sia nella vita quotidiana sia in situazioni straordinarie come sovraccarichi delle reti, eventi naturali, catastrofi, atti di sabotaggio o ciberattacchi. Il Comando Ciber è responsabile della sua creazione, operatività e dell’ulteriore sviluppo.

D’altro canto, aggiunge il DDPS, il progetto “Mantenimento del valore di Polycom 2030”, dovrebbe essere concluso nel corso dell’estate. Ciò ne consentirà il funzionamento fino al 2035.

In seguito però, vi sarà “urgente necessità” di un sistema uniforme. Prima dell’introduzione, il CMS sarà testato in un cantone pilota. Durante un periodo di transizione, la rete nuova e quella vecchia verranno utilizzate in parallelo.

A differenza di Polycom, il CMS non sarà completamente autonomo. Si baserà sulle reti di telefonia mobile civili, il che consentirà di beneficiare direttamente delle innovazioni tecniche. In futuro, in caso di interruzioni, le antenne di trasmissione funzioneranno da sole fino a 72 ore.

Prima che si potesse dare il la al progetto preliminare, ci sono voluti ben nove anni. Vi è una lunga storia alle spalle, ha ammesso oggi, nel corso di una conferenza stampa, il consigliere federale Pfister. Un ritardo, è stato ricordato, dovuto a disaccordi fra i vari attori. Tuttavia, ora Confederazione e cantoni hanno trovato una visione comune.

Rimane ancora aperta la questione del finanziamento e della sua ripartizione, un punto secondo logica fondamentale. Solo di una cosa Pfister è certo: “Il progetto non sarà economico”.

Anche le scadenze – mancano nove anni al 2035 – sono piuttosto ristrette, ma il DDPS si è mostrato ottimista. Grazie alle conoscenze acquisite nella fase preliminare e al know-how dell’esercito si potrà guadagnare tempo, ha affermato Pfister. Insomma, dal punto di vista tecnico il progetto è sulla giusta rotta, ha tranquillizzato l’ex consigliere di Stato del canton Zugo.

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