On e bufera cinese su Mbappé: marchio svizzero resta cauto
La controversia riguardo a Kylian Mbappé in Cina rischia di complicare i piani di On per entrare nel mercato del calcio, finora dominato da Nike, Adidas e Puma.
(Keystone-ATS) Il produttore elvetico di calzature sportive, che in settembre ha ingaggiato la stella francese come ambasciatore globale, mantiene una posizione prudente dopo le polemiche suscitate da alcune dichiarazioni del calciatore su Mao.
La vicenda ha preso spunto da un podcast, nel quale Mbappé ha commentato un’immagine satirica circolata online che lo ritraeva con il volto sul corpo dell’ex leader cinese. Senza citarlo direttamente per nome, il calciatore ha definito l’uomo raffigurato un “dittatore cinese”. Le parole hanno provocato forti critiche in Cina e conseguenze commerciali per il fuoriclasse francese: tre importanti aziende cinesi, tra cui il produttore di bevande Dongpeng e il gruppo lattiero-caseario Mengniu, hanno interrotto le collaborazioni pubblicitarie con Mbappé, mentre la televisione di stato ha sospeso la trasmissione delle partite del campionato spagnolo, nel quale milita il Real Madrid, a cui fa capo l’atleta.
Ieri il 27enne si è scusato per le proprie dichiarazioni, sottolineando il suo rispetto per il popolo cinese e per la relativa storia. E oggi il ministero degli esteri di Pechino ha dichiarato di prendere “seriamente” le scuse. Le reazioni negative sui social cinesi, tuttavia, sono proseguite: sulle piattaforme Weibo e Xiaohongshu gli utenti non possono più iniziare a seguire i profili di Mbappé.
Secondo l’agenzia Afp, anche marchi del lusso come Dior e Hublot hanno rimosso contenuti dedicati al calciatore dai rispettivi canali social cinesi. Le ripercussioni sono visibili pure nei negozi: in un grande punto vendita Adidas a Pechino i giornalisti dell’agenzia hanno trovato ancora maglie del Real Madrid, ma non quelle personalizzate con il nome di Mbappé.
On aveva annunciato il mese scorso l’ingaggio del nazionale francese come ambasciatore globale, affidandogli un ruolo centrale nella strategia di espansione nel calcio. L’accordo prevede anche il coinvolgimento dell’attaccante di origini africane nello sviluppo di nuovi prodotti, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del gruppo in un segmento competitivo e finora presidiato soprattutto dai grandi marchi internazionali.
Interpellata dall’agenzia Awp, l’azienda zurighese ha dichiarato che le affermazioni dei propri atleti riflettono le loro opinioni personali. On ha inoltre aggiunto di “prendere volentieri atto” delle scuse di Mbappé e di nutrire “grande rispetto per il popolo cinese e per il suo patrimonio culturale”. “Restiamo in dialogo con i nostri partner e al momento non rilasciamo ulteriori commenti”, ha proseguito il gruppo. La società non ha in particolare chiarito se la vicenda avrà conseguenze sull’accordo con il calciatore o sulle attività commerciali in Cina. Stando alle notizie circolate sui media, anche On avrebbe eliminato alcuni post con Mbappé dai propri profili social cinesi.
Quanto sta accadendo si inserisce in una fase di debolezza del titolo On, quotato a New York. Ieri le azioni hanno perso fino a quasi il 6% durante la seduta, per poi chiudere in ribasso del 3% a 32,17 dollari. Dal 20 ottobre la flessione complessiva ha superato il 9%, anche se una correzione delle quotazioni era già iniziata la settimana precedente.
L’annuncio della collaborazione con Mbappé e dell’ingresso più deciso nel mercato calcistico aveva inizialmente sostenuto il corso del titolo in settembre. Nello stesso periodo, però, l’impresa aveva comunicato anche nuovi obiettivi finanziari di medio termine e un programma di riacquisto di azioni proprie fino a un miliardo di dollari.
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