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Opel: rischia di saltare la vendita a Magna-Sberbank, Spiegel

(Keystone-ATS) BERLINO – La vendita della Opel al consorzio Magna-Sberbank rischia di saltare: la General Motors (GM) avrebbe cambiato idea negli ultimi giorni e sarebbe orientata a tenersi la casa automobilistica tedesca, anche se ormai un accordo definitivo sembrava essere vicino. Per il momento si tratta solo di indiscrezioni di stampa che arrivano dal settimanale tedesco Der Spiegel: per conoscere il destino della società, bisognerà aspettare fino ai primi del mese prossimo.
Il tre novembre, infatti, il consiglio di amministrazione della General Motors valuterà la proposta di acquisizione fatta dal gruppo austro-canadese in collaborazione con la banca russa. Il governo tedesco, intanto, sembra non avere alcun sentore di un’inversione di rotta così radicale.
Secondo quanto scrive l’agenzia stampa tedesca DPA, che cita fonti dell’esecutivo, a Berlino fanno notare che la GM ha già deciso di vendere alla Opel piuttosto che mettere in atto un cosiddetto “Piano B”, vale a dire la ristrutturazione della casa automobilistica.
Da parte sua, il capo negoziatore del gruppo di Detroit, John Smith, ha annunciato oggi sul suo blog che “il lavoro continuerà per risolvere i punti ancora aperti dell’offerta Magna-Sberbank, come quelli che riguardano la riduzione dei costi della mano d’opera e il pacchetto di finanziamenti fornito dai governo”.
Tuttavia, secondo lo Spiegel all’interno del management GM cresce l’opposizione alla vendita della Opel e il gruppo di Detroit potrebbe decidere di annullare l’accordo preliminare già firmato con la Magna.
La GM e la società fiduciaria che attualmente controlla la casa automobilistica tedesca, non hanno ancora consegnato a Bruxelles i chiarimenti sull’operazione richiesti dalla Commissione Europea. Questa, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe chiesto alle parti di mettere per iscritto che la scelta di vendere la Opel al consorzio Magna-Sberbank è stata presa senza alcuna pressione politica.
Come è noto, secondo la Commissaria alla Concorrenza, Neelie Kroes, ci sono “significativi indizi” che gli aiuti pubblici per 4,5 miliardi di euro promessi per il salvataggio della Opel siano “incompatibili” con le regole europee a tutela della concorrenza. In particolare, gli aiuti sarebbero illegittimi – secondo Bruxelles – perché sono stati vincolati ad un “acquirente specifico”, il produttore di componenti Magna in cordata con la banca russa Sberbank.
Intanto, i sindacati tedeschi cominciano a innervosirsi. Il presidente del Consiglio di fabbrica della casa tedesca, Klaus Franz, ha detto oggi che non accetterà ulteriori “ritardi” della General Motors per quanto riguarda la decisione sul futuro di Opel. Il sindacato, ha sottolineato, non permetterà che GM “danneggi il marchio Opel”.

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