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Pandemia di Covid-19 Cosa succede ai confini e agli aeroporti svizzeri?


Due soldati ai lati di una strada parlano con un uomo in sella a una bicicletta.

Soldati svizzeri informano un ciclista che il valico doganale elvetico-francese a Thonex, nel cantone di Ginevra, è chiuso a causa della pandemia di coronavirus (21 aprile 2020).

(Keystone / Salvatore Di Nolfi)

Posso viaggiare in Svizzera? Gli aeroporti sono aperti? Posso andare in auto fino alla mia casa vacanza? Ecco una panoramica dell'attuale situazione riguardo a ingressi e circolazione nella Confederazione elvetica.

In seguito all'evoluzione positiva dei contagi di coronavirus in Svizzera, questa settimana alcune delle misure di blocco senza precedenti per contenere la pandemia di Covid-19 sono state allentate, incluse alcune restrizioni alle frontiere. Nonostante ciò, il governo rimane estremamente cauto sulla questione della mobilità.

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Il governo federale mercoledì ha annunciatoLink esterno che dall'11 maggio avrebbe trattato le domande di dimora o di permesso di lavoro per frontalieri oppure di ricongiungimento con la famiglia in Svizzera, presentate da persone provenienti da Paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). Restano tuttavia in vigore rigorosi controlli alle frontiere. Una seconda fase di allentamento delle restrizioni nel campo della migrazione potrebbe intervenire dall'8 giugno.

Situazione ai valichi di confine

Le frontiere svizzere sono state chiuse e controllate rigorosamente dal 13 marzo, quando il governo ha limitato i valichi di confine terrestri dall'Italia per frenare la diffusione del virus. Le restrizioni all'ingresso via terra e via aerea sono state successivamente estese a tutti gli Stati Schengen e non Schengen.

Solo i cittadini svizzeri, i titolari di permesso di soggiorno in Svizzera, coloro che entrano nel paese per motivi professionali (ad esempio, coloro che lavorano qui e hanno un permesso che lo dimostra), operatori sanitari essenziali, coloro che transitano attraverso la Confederazione o persone "in una situazione di assoluta necessità", possono attualmente entrareLink esterno nel Paese. Queste misure sono in vigore dal 25 marzo.

Complessivamente, il traffico transfrontaliero è diminuito del 70% rispetto a prima della crisi, secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Tuttavia, dal 27 aprile, quando alcune misure sono state allentate, è aumentato del 10%.

I veicoli continuano a essere convogliati attraverso i principali valichi doganaliLink esterno per i controlli. Ben 130 valichi di confine in tutta la Svizzera al momento sono chiusi. Alcune riaperture di posti di controllo doganali sono pianificate nell'ambito dell'allentamento progressivo.

Nel cantone di Ginevra, che conta circa 100'000 lavoratori provenienti dalla vicina Francia, l'attività transfrontaliera è proseguita. Nove valichi di confine sono attualmente aperti o parzialmente aperti per consentire alle persone di recarsi al lavoro.

"La situazione rimane tesa poiché il numero di posti di frontiera è stato fortemente ridotto", ha dichiarato il portavoce del Dipartimento cantonale dei trasporti di Ginevra Roland Godel.

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Aeroporti

Nel frattempo, i due principali aeroporti della Svizzera – Zurigo e Ginevra – sono rimasti quasi completamente paralizzati.

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All'aeroporto di Ginevra, le luci del terminal principale sono accese ma non c'è letteralmente anima viva. Una trentina di aerei SWISS e Easyjet sono immobili sul tarmac. Ad aprile, ci sono stati otto voli (tra partenze e arrivi) al giorno, principalmente di Air France, SWISS, Lufthansa e Alitalia in provenienza o a destinazione degli aeroporti di Francoforte, Londra Heathrow, Roma e Parigi Charles de Gaulle.

"Abbiamo circa dai 50 ai 300 passeggeri al giorno, rispetto ai 40'000-600'000 normalmente", ha dichiarato il direttore dell'aeroporto di Ginevra André Schneider al quotidiano Le Temps. Nel frattempo, il trasporto aereo di merci sta invece resistendo rispetto al 2019, grazie a servizi di consegna come DHL, TNT/FedEX e UPS.

Anche il traffico dell'aeroporto di Zurigo è stato drasticamente ridotto dalla crisi del coronavirus. Questo mese si sono registrati circa 25 voli al giorno.

"Nelle prime due settimane di aprile, il numero di movimenti del traffico aereo e passeggeri è ulteriormente diminuito rispetto a marzo, con un tonfo di oltre il 95% in confronto con l'anno precedente", ha dichiarato a swissinfo.ch la portavoce dell'aeroporto Raffaela Stelzer.

Alcune compagnie aeree continuano a garantire voli verso destinazioni come Francoforte, Amsterdam, Porto, Londra, Berlino, Abu Dhabi, Doha e Newark (Stati Uniti). SWISS, ad esempio, ha annunciato mercoledì che continua ad offrire 28 voli settimanali dalla Svizzera, ossia il 3% della sua offerta abituale.

check-in di un aeroporto.

Il coronavirus ha messo in ginocchio il traffico aereo. In aprile all'aeroporto di Zurigo ci sono stati circa 25 voli alla settimana.

(Keystone / Ennio Leanza)

Vacanze estive all'estero?

"Ogni volta che si dice allentamento, tutti pensano alle vacanze estive all'estero", ha osservato mercoledì davanti ai giornalisti la ministra della giustizia svizzera Karin Keller-Sutter. "Ma la domanda è: si può entrare in un altro Paese?"

Dipenderà dagli altri Paesi: per ora diversi Paesi escludono imminenti riaperture delle frontiere e applicano restrizioni per il turismo.

I ministri europei sono molto prudenti in quanto nessuno vuole troppa mobilità transfrontaliera in questo momento e non è nell'interesse della Svizzera essere l'unico Paese ad aprire ai visitatori stranieri, ha affermato Keller-Sutter.

Ma questa settimana i ministri della giustizia e degli interni degli Stati europei di Schengen hanno concordato all'unanimità un allentamento graduale coordinato delle restrizioni di viaggio, ribadendo nel contempo la priorità di proteggere i cittadini dal virus.

"Inizialmente, deve aver luogo la riapertura progressiva delle frontiere interne dell'Europa. Solo in seguito, vi sarà una riapertura graduale delle frontiere esterne di Schengen per consentire l'ingresso di persone provenienti da Paesi terzi ”, ha affermato Karin Keller-Sutter.

Andreas WittmerLink esterno, responsabile del Centro di competenza per l'aviazione presso l'università di San Gallo, prevede che il traffico aereo europeo aumenterà lentamente nella seconda metà dell'anno. È invece probabile che si debba attendere fino al 2021 prima che siano di nuovo attive e funzionanti le reti a lungo raggio. Quindi ci vorranno diversi mesi o anni prima che l'intera rete venga riattivata, a seconda di come la domanda recupera e si sviluppa, ha detto lo specialista al quotidiano zurighese Tages-Anzeiger.

Per ora, Karin Keller-Sutter esorta vivamente la popolazione elvetica a scegliere la Svizzera come meta delle ferie. In questo modo, i cittadini possono contribuire a risollevare le sorti dell'industria turistica nazionale, un settore economico sul quale la crisi del coronavirus ha inciso gravemente, ha sottolineato.


(Traduzione dall'inglese: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch

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