A causa del coronavirus anche l'amore deve reinventarsi

Internet permette di vivere l'amore al tempo del confinamento. swissinfo.ch

Una coppia si sposa via Internet, due innamorati non possono vedersi e dei single ammazzano il tempo navigando su siti di incontri. La distanza sociale imposta dal coronavirus costringe l'amore o la ricerca di un partner a trovare altre strade.

Katy Romy (testo), Gabrielle Lacombe (illustrazioni)

Non è perché il coronavirus ci allontana gli uni dagli altri che l'amore o il desiderio sono spariti. Nel mezzo della crisi sanitaria, assumono nuove forme. Siamo andati alla scoperta di come avvengono le relazioni intime nell'epoca della Covid-19.

Il telematrimonio

"Abbiamo dovuto dare prova di creatività", confida Samantha, insegnante nel Cantone di Vaud. Quando la contattiamo per telefono alla vigilia del suo matrimonio, la donna sta apportando gli ultimi ritocchi ai preparativi in compagnia del fidanzato Hugo. La loro preoccupazione maggiore non assomiglia però alle inquietudini che hanno solitamente i futuri sposi. "Temiamo di avere problemi con la connessione Internet", spiegano. A causa del coronavirus, la loro unione avverrà tramite una videoconferenza in diretta dal loro giardino, nel centro del villaggio di Savigny.

Samantha e Hugo nel giorno del loro matrimonio. ldd

Il 16 marzo, il governo svizzero ha annunciato le misure di semi-confinamento per arrestare la progressione della pandemia. Samantha e Hugo si sono resi conto che il loro matrimonio, previsto inizialmente per il 27 marzo, non avrebbe potuto essere celebrato. La delusione è stata enorme. "Siccome aspetto un bambino per la fine di luglio, volevamo sposarci prima del parto per ufficializzare la nostra unione e proteggere la nostra famiglia a livello legale", spiega Samantha.

Tre categorie di persone hanno mantenuto tuttavia la possibilità di sposarsi: i malati terminali, le persone a rischio e le coppie che aspettano un bambino prima del mese di agosto. "Facciamo parte di questo ultimo gruppo, l'unica eccezione consentita per una lieta ragione", commenta Samantha. L'ufficio di stato civile del Cantone di Vaud ha creato una piattaforma per consentire i matrimoni online.

"Era fuori discussione mettere qualcuno in pericolo a causa del nostro matrimonio"

Samantha e Hugo

End of insertion

Samantha e Hugo hanno deciso di optare per il telematrimonio e di reinventare lo scenario della loro unione in versione digitale. La coppia vuole assolutamente rispettare le distanze sociali raccomandate dal governo per lottare contro la pandemia. "Era fuori discussione mettere qualcuno in pericolo a causa del nostro matrimonio", sottolinea Samantha. I loro familiari e amici hanno ricevuto un nuovo invito con un link verso la videoconferenza, accompagnato dal una barretta di cioccolato.

Un problema di natura legale ha però complicato le cose: i testimoni, ovvero i genitori dei due giovani, devono essere fisicamente presenti a fianco dei due sposi per firmare i documenti. "Abbiamo collocato tre tavoli a una distanza di due metri nel nostro giardino, uno per noi, uno per i miei genitori e uno per quelli di Hugo", racconta Samantha. E per evitare ogni rischio di contagio, i testimoni riceveranno una confezione nuziale contenente la loro bottiglia di champagne, i loro bicchieri e i loro stuzzichini.

La sfida tecnologia appare non da poco: connettere i 28 schermi degli invitati, i quali assisteranno alla cerimonia da casa via Zoom. Per evitare problemi, la coppia ha previsto un supporto tecnico. "Abbiamo creato un gruppo WhatsApp per permettere a coloro che dovessero avere dei problemi di connessione di aiutarsi a vicenda".

Il 15 aprile alle 16:00, gli sposi dovranno connettersi alla piattaforma del funzionario dell'ufficio di stato civile. "Avremo a disposizione dieci minuti. Spero che avremo il tempo di leggere le nostre promesse di matrimonio", afferma Samantha. Dopo la parte ufficiale, nessun abbraccio, nessuna stretta di mano e nessun pasto in comune. "Rimarremo connessi con i nostri invitati per mangiare la barretta di cioccolato, mio padre scatterà delle fotografie e poi ci saluteremo", spiegano i due innamorati.

Ritroviamo Samantha e Hugo all'indomani del grande giorno. "Malgrado le circostanze, abbiamo avuto un matrimonio magico, a nostra immagine, che ha assunto una forma inedita", commentano i due, entusiasti, in videoconferenza. Dietro agli schermi, alcuni invitati hanno indossato i loro vestiti più eleganti, altri hanno agito con umorismo indossando un completo sopra ai loro indumenti da confinati. "L'emozione passava anche attraverso gli schermi", si rallegra Hugo. Mancava tuttavia una cosa: la dimensione tattile per celebrare l'amore. "Ma recupereremo dopo l'epidemia. Nell'attesa, abbiamo inviato dei baci alle nostre famiglie e ai nostri amici", racconta la coppia.

Laetitia, Amélie ed Elia, amici degli sposi, seguono il matrimonio via Internet. ldd

Il virus che allontana le coppie

"Abitiamo a venti minuti di macchina, ma non ci possiamo vedere". È la storia di Francesca*, 26 anni, e del suo compagno Leo*, 34 anni, dall'inizio del semi-confinamento in Svizzera. Francesca vive e studia a Ginevra, Leo è ingegnere a Berna. Quando l'università è stata chiusa e la maggior parte delle aziende hanno optato per il telelavoro, i due sono rientrati presso le loro rispettive famiglie, in Ticino, tra i Cantoni più toccati dalla pandemia.

"Lui vive con la sua mamma, che fa parte delle persone a rischio, e io dai miei genitori, dove abita anche mio fratello che lavora all'ospedale di Locarno e assiste i malati di Covid-19", racconta Francesca. La coppia preferisce non vedersi ed evitare così di aumentare i rischi di contagio. "Per noi è stata una scelta logica. Non ne abbiamo nemmeno dovuto parlare", precisa la studentessa. Geograficamente, sono ora più vicini del solito, ma fisicamente non sono mai stati separati così a lungo. "Trovo questo ancor più difficile rispetto all'impossibilità di vederci, siccome vivevamo molto distanti l'una dall'altro", constata Francesca.

La coppia ha comunque messo a punto delle strategie per sentirsi vicina, malgrado la separazione. Da oltre un mese, i loro appuntamenti avvengono tramite videoconferenze. E per mantenere una parvenza di normalità, i due hanno iniziato a guardare una serie televisiva assieme. "Condividiamo i nostri schermi e poi effettuiamo delle videochiamate con i nostro telefoni cellulari, ciò che ci consente di vederci e di guardare e commentare il film".

Per ora, gli innamorati si sono dimostrati pazienti. "Ma spero comunque che potremo ritrovarci prima di aver finito di guardare i 250 episodi della serie", dice Francesca.

"Il mio obiettivo non è di incontrare qualcuno, ma di discutere per ingannare la noia"

Ali*, utilizzatore di Tinder

End of insertion

E i single?

I tempi sono particolarmente duri per i single. Confinamento e incontri amorosi non vanno molto d'accordo. Laurent*, 36 anni, lavora nell'organizzazione di eventi a Berna e vive in Francia, nella regione Grande Est, particolarmente colpita dal coronavirus. Dallo scoppio della crisi sanitaria, non ha più lavoro a causa del divieto di assembramenti.

Confinato in casa e celibe, ha scaricato le applicazioni di incontri Tinder e Happn, "soprattutto per ammazzare il tempo", dice. Non violerà le severe regole di confinamento imposte sul territorio francese. "Ho conosciuto soltanto una donna interessante con la quale sto chattando dall'inizio del confinamento. Abbiamo previsto di vederci per un'avventura dopo la pandemia, ma la cosa più importante è essere in buona salute". Per ora, i due si accontentano di scambiarsi dei filmati.

"Il mio obiettivo non è di incontrare qualcuno, ma di discutere per ingannare la noia", confida Ali*, un altro utilizzatore di Tinder. Numerose donne gli hanno ciononostante proposto degli incontri malgrado il coronavirus, afferma l'infermiere che lavora nel Cantone di Friburgo. "La gente non è abituata a rimanere rinchiusa. Le persone sono in astinenza di affetto e sono pronte a prendere dei rischi pur di divertirsi". Un comportamento che Ali preferisce però evitare, anche perché è in contatto con persone contagiate.

"Ho l'impressione di avere molte più notifiche del solito", rileva Raphaèle*, una bernese iscritta al sito d'incontri Parship. Data l'impossibilità di incontrarsi, gli utenti dedicano più tempo alla conversazione online, osserva la 32enne. In queste condizioni, Raphaèle preferisce per il momento rinunciare a utilizzare la piattaforma.

Tinder diffonde questo genere di messaggi ('Ogni cosa a suo tempo') per incitare i suoi utenti a non incontrarsi fisicamente. Tinder


Tre miliardi di profili in un giorno

Più conversazioni, meno azione. È la tendenza evidenziata anche dalle statistiche dei siti di incontro. Sebbene Tinder non disponga di cifre specifiche per la Svizzera, le conversazioni quotidiane sul suo sito sono aumentate mondialmente del 25% dall'inizio di marzo. Domenica 29 marzo, mentre numerosi Paesi erano in quarantena, il sito ha registrato la cifra record di 3 miliardi di profili visionati in un solo giorno.

Stessa constatazione presso Parship, che non possiede però cifre concrete. "Riscontriamo una tendenza positiva sulla piattaforma e nell'attività di comunicazione dei suoi membri. Questa è misurabile da quando le restrizioni di contatto sono entrate in vigore in Svizzera", indica Stella Zeco, portavoce del sito.

Anche se la loro missione primaria è agire da Cupido e riunire le anime gemelle nella vita reale, le piattaforme di questo tipo invitano i cuori solitari a rinviare gli incontri fisici, incitandoli al contempo a moltiplicare gli scambi online. Gli internauti sembrano adattarsi alla situazione. Happn ha approfittato della quarantena per sondare le abitudini dei suoi utilizzatori. Risultato: il 54% degli utenti ritiene che il loro primo incontro avverrà online, ad esempio via FaceTime.

Il coronavirus ha reso gli incontri difficili o addirittura impossibili. Non ha però ucciso il desiderio.

*identità note alla redazione

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo