Aumentare la densità edilizia non significa vivere peggio

Grattacieli in una zona industriale di Zurigo. Keystone / Gaetan Bally

In Svizzera le nuove zone edificabili sono merce rara, per cui bisogna puntare sulla densificazione. Ma come garantire comunque abitazioni confortevoli e di qualità?

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2020 - 11:00

In un Paese come la Svizzera, dove la popolazione vuole vivere in spazi sempre più ampi e lussuosi, la sfida di conciliare lo sfruttamento mirato delle rare superfici rimaste con l’esigenza di proporre delle soluzioni abitative di qualità è particolarmente ardua. La superficie abitabile media per abitante è di 46 m2.

"Nello spazio urbano, densificare prestando attenzione alla qualità diventa una vera impresa", dichiara Martin Vinzens, capo della sezione Insediamento e paesaggio dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE).

Un possibile approccio sarebbe quello di favorire la qualità mediante la moderazione, vale a dire risparmiare spazio incrementando il numero di occupanti per appartamento o costruendo abitazioni più piccole. Tra gli addetti ai lavori si parla di "sobrietà". Un concetto che tuttavia non rispecchia la tendenza a voler vivere in spazi ampi. È quindi chiaro che occorrono altre soluzioni.

Una possibilità sarebbe costruire in altezza.

Un altro approccio consiste nell‘edificare le superfici rimaste libere tra gli edifici esistenti oppure sostituire le case di piccole dimensioni con palazzi nuovi e più grandi. Nel migliore dei casi si riservano anche alcune superfici all’uso della collettività, in modo da promuovere l’accettazione della popolazione per la cementificazione.

"Da noi in Svizzera è importante che la popolazione possa partecipare ai progetti di densificazione centripeta", afferma Vinzens. "In aggiunta, i nuovi spazi abitativi dovrebbe essere alla portata di tutti".

Costruire prestando attenzione all’acustica

"In Svizzera è importante che la popolazione possa partecipare ai progetti di densificazione centripeta".

Martin Vinzens, Ufficio federale dello sviluppo territoriale

End of insertion

Urbanisti e architetti devo pianificare e costruire in modo tale che la densità non vada a scapito del confort. È importante avere uno spazio in cui ritirarsi e sentirsi a proprio agio. Anche quiete e tranquillità sono centrali: a nessuno piace il rumore e men che meno vivere in vetrina. L’acustica e l’esposizione sono quindi elementi imprescindibili nell’edilizia, ad esempio nella disposizione dei balconi.

I ricercatori dell’Università di Lucerna hanno analizzato le possibilità di conciliare qualità di vita e densificazione edilizia, soffermandosi in particolare sull’acustica degli spazi esterni.

Ecco le "raccomandazioni" cui sono giunti:

Ridurre al minimo gli angoli retti: le superfici riflettono le onde acustiche; le pareti parallele amplificano questo effetto e vanno quindi evitate. Si può creare un clima più piacevole con la dispersione, grazie alla posa di pareti strutturate nei cortili interni.

La cooperativa di abitazione Himmelrich è stata concepita in modo da essere isolata acusticamente. Genossenschaft Himmelrich

Il materiale giusto: i materiali porosi come l’espanso e i tessili assorbono meglio i rumori rispetto al legno o al vetro. Le onde acustiche possono essere interrotte anche da ostacoli; nel collocamento degli edifici occorre quindi prestare la massima attenzione alla disposizione degli angoli.

Le aree verdi sono centrali

Un altro aspetto importante per la qualità abitativa è lo spazio riservato alla Natura malgrado la densificazione centripeta. "Le aree naturali all’interno degli insediamenti hanno un effetto regolatorio sulla temperatura, filtrano l’aria e trattengono l’acqua piovana. Inoltre strutturano lo spazio e favoriscono la rigenerazione delle persone nella vita di tutti i giorni", sottolinea Elena Strozzi di Pro Natura, organizzazione per la protezione dell'ambiente.

Il tetto verde dell'Istituto superiore di arte di Zurigo. Keystone / Christian Beutler

Anche a causa dei cambiamenti climatici bisognerebbe prevedere molte aree verdi che soprattutto d’estate porterebbero un po’ di refrigerio. Lo spazio orizzontale è scarso per cui una soluzione potrebbe consistere nel rinverdimento di case e tetti. 

"In Svizzera il dibattito sul rinverdimento degli edifici è aperto e viene testato in progetti pilota", conferma Martin Vinzens. "Per ora abbiamo solo progetti singoli, non ci sono ancora segnali di apertura verso volumi più estesi". Da un lato pesa il fattore costi, ma anche la mentalità non aiuta. "Numerosi architetti e urbanisti sono rimasti fedeli all’idea di un’edilizia fatta di pietre e cemento, come nelle vecchie città. Il verde nello spazio urbano non ha ancora conquistato la nostra immaginazione".

Il parco MFO di Zurigo è stato premiato dalla Rete europea del patrimonio dei giardini nella categoria 'giardini contemporanei'. Keystone / Alessandro Della Bella

Secondo Vinzens, mancano anche le conoscenze in materia: "Come si possono fissare delle piante sulla verticale senza che secchino già dopo un anno? La ricerca ha ancora molta strada da percorrere".

A tale proposito la Svizzera potrebbe seguire l’esempio di Singapore, un vero pioniere nel rinverdimento dei grattacieli.

Promuovere la biodiversità

Se la densificazione riduce il numero di superfici verdi all’interno degli insediamenti, secondo l’esperta di pianificazione territoriale Strozzi di Pro Natura sarebbe importante migliorare perlomeno la qualità ecologica e il collegamento tra le aree verdi rimanenti.

"Anche negli spazi densamente edificati vivono molte specie animali e vegetali".

Elena Strozzi, Pro Natura

End of insertion

"Anche negli spazi densamente edificati vivono molte specie animali e vegetali", rileva l’esperta. Nella città e negli agglomerati urbani il potenziale di ottimizzazione ecologica è enorme. Lo Stato dovrebbe fungere da esempio e valorizzare in ottica naturalistica i parchi, i piazzali delle scuole, i cimiteri e le scarpate lungo le linee ferroviarie e di collegamento stradale.

Sinora è stato fatto ben poco: la maggior parte dei parchi svizzeri ha un aspetto piuttosto noioso: tappeto erboso perfettamente tosato puntellato di alberi e vialetti. Le aree verdi potrebbero invece essere vivacizzate in modo relativamente semplice con fiori selvatici, prati misti, muri a secco, arbusti indigeni e alveari che favorirebbero anche la biodiversità, sostiene Strozzi.

Sinora è mancata la volontà politica. Elena Strozzi rimane però ottimista e crede che in futuro l’interesse per la tematica aumenterà notevolmente a causa del cambiamento climatico. Tuttavia, "dovremmo darci una mossa in fretta, ma come si sa, i tempi della politica sono lenti".

Con il suo progetto 'Isola in città' (qui la sua installazione a Thun, nel canton Berna), l'artista Heinrich Gartentor intende promuovere la vegetalizzazione in zona urbana. Keystone / Peter Schneider

Prima che l’intero Paese abbia abbracciato questa causa i pionieri potranno sbizzarrirsi con idee originali che spianeranno la via ad una Svizzera densificata e attrattiva.

Serie sulla pianificazione territoriale

In questa serie di articoli illustriamo le attuali questioni legate alla pianificazione territoriale in Svizzera. Di seguito gli altri contributi.

Condividi questo articolo