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Democrazia diretta in Svizzera

PLR: Thierry Burkart è il nuovo presidente

Thierry Burkart è il nuovo presidente del PLR svizzero. KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats

(Keystone-ATS) Thierry Burkart è il nuovo presidente del PLR svizzero. I delegati, riuniti in assemblea a Bienne (BE), hanno eletto con 296 voti contro tre il successore di Petra Gössi, che era alla guida del partito dal 2016.

Il 46enne argoviese, consigliere agli Stati, era l’unico candidato. “La Svizzera ha bisogno più che mai di un PLR competente, costruttivo e forte”, ha detto all’assemblea poco prima della sua elezione. “Ci battiamo per i valori che hanno permesso il successo della Svizzera: libertà e responsabilità, innovazione e coesione”, ha aggiunto.

Il PLR si deve smarcare nettamente dagli altri partiti. I Verdi e la sinistra vogliono trasformare la Svizzera in una realtà statalizzata, mentre l’UDC è chiuso e flirta con le menzogne legate al coronavirus, solo per attirare qualche elettore. Con “l’indefinita” Alleanza del Centro si rischia invece la paralisi, ha proseguito Burkart.

Il nuovo presidente guiderà il partito con una squadra di quattro vicepresidenti, invece degli attuali due: oltre al consigliere agli Stati Andrea Caroni (AR) e al consigliere nazionale Philippe Nantermod (VS), Burkart ha proposto, con successo, l’elezione della “senatrice” Johanna Gapany (FR) e del consigliere nazionale Andri Silberschmidt (ZH).

Saluto a Gössi

In precedenza l’assemblea ha salutato la presidente uscente Petra Gössi. Quest’ultima ha spronato i presenti per una “vittoria” alle elezioni federali del 2023.

Nel suo discorso di commiato, accolto da applausi scroscianti, Petra Gössi ha parlato della fierezza di aver presieduto il PLR e ha poi comparato il funzionamento del partito a quello del villaggio gallico di Asterix, dando prova di una certa fantasia.

Sì alla legge Covid

I delegati si sono in seguito espressi sulle votazioni federali del 28 novembre. I presenti invitano a respingere – con 315 voti contro 1 e 2 astenuti – l’Iniziativa sulle cure infermieristiche, mentre sono a favore del controprogetto del Parlamento. “Non è la Confederazione che deve intervenire”, ha detto il consigliere nazionale Philippe Nantermod (VS).

Respinta – con 295 voti contro 6 e 2 astenuti – anche l’Iniziativa sulla giustizia, posizione difesa dalla consigliera federale liberale-radicale Karin Keller-Sutter: l’elezione attraverso il Parlamento permette una rappresentazione equilibrata al Tribunale federale.

Un ampio “sì” è invece arrivato per la legge Covid, sostenuta da 291 voti contro dieci e undici astenuti. Grazie al certificato Covid, infatti, si potranno evitare nuovi divieti e ulteriori chiusure. Inoltre, sarebbe una misura in vigore solo finché necessario.

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