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Adolf Ogi, incaricato speciale ONU per lo sport, con un occhio puntato al CIO

swissinfo.ch

Finalmente svelati i piani per il futuro di Adolf Ogi: l'ex consigliere federale diventerà «incaricato speciale dell'ONU per lo sport, lo sviluppo e la pace», hanno annunciato mercoledì le Nazioni Unite. Lo stesso giorno, Ogi ha confermato l'intenzione di entrare nel Comitato internazionale olimpico (CIO).

Nella sua nuova funzione in seno all’ONU il 57enne bernese avrà il compito di favorire la comprensione e il sostegno degli ideali dell’ONU nel mondo dello sport. Nominato dal segretario generale Kofi Annan, Ogi curerà i contatti con i dirigenti delle organizzazioni sportive e altre personalità di spicco nell’ambiente delle competizioni. Rappresenterà inoltre Annan durante lo svolgimento di manifestazioni sportive e nel contatto con i media.

Ogi collaborerà inoltre con le varie organizzazioni dell’ONU che si occupano di programmi di sviluppo o in favore della pace. L’obiettivo sarà di determinare quei compiti e quei programmi che potrebbero beneficiare dell’aiuto delle società sportive. Potrà inoltre sottoporre ad Annan nuove proposte di partenariato fra ONU e organizzazioni sportive.

In una conferenza stampa tenuta in serata a Berna, Ogi ha detto di essere contento di poter servire lo sport mondiale. La creazione della sua carica – ha aggiunto – mostra che lo sport sta diventando sempre più importante.

L’ex ministro ha sostenuto di non aver «cercato» il nuovo incarico. «Ma quando Kofi Annan mi ha contattato, ho accettato volentieri», ha detto Ogi. A suo avviso la sua funzione lo occuperà per il 50 per cento del tempo. Per questione dello stipendio non è stata invece ancora affrontata: secondo Ogi è comunque secondaria. La sua attività è per il momento limitata ad un anno.

Ogi e Annan sono da tempo legati da un rapporto d’amicizia. L’estate scorsa l’»uomo di Kandersteg» ha invitato l’illustre ospite a scoprire le «sue» montagne. I due hanno effettuato escursioni nei cantoni di Berna e Vallese.

Sempre mercoledì si è appreso che Ogi ha inoltre l’intenzione di entrare nel Comitato internazionale olimpico (CIO). Il consiglio esecutivo dell’Associazione olimpica svizzera (AOS), ha proposto l’ex ministro dello sport nel novembre scorso, ha detto il direttore Marco Blatter confermando la notizia pubblicata da diversi media. Ogi potrebbe essere eletto nella seduta del CIO che si terrà il 13 luglio a Mosca. Secondo Blatter l’attuale presenza di ben cinque esponenti elvetici in seno al CIO non pregiudica assolutamente le chances di Ogi.

Gli svizzeri in questione sono Joseph Blatter, René Fasel, Gian- Franco Kasper e Denis Oswald – presidenti rispettivamente delle federazioni internazionali di calcio (FIFA), disco su ghiaccio, sci (FIS) e canotaggio – nonché Marc Hodler, ex presidente della FIS.

Il numero degli svizzeri è inferiore solo a quelli dei colleghi canadesi e italiani. Secondo gli statuti un paese non può avere più di due esponenti in seno al CIO. Blatter, Fasel e Kasper sono però presenti d’ufficio nella loro funzione di presidenti di federazioni sportive internazionali. Come rappresentanti veri e propri della Svizzera sono stati eletti Oswald e Hodler, che tra l’altro è uno degli ultimi quattro membri eletto a vita nell’IOC.

Ogi potrebbe però ugualmente essere eletto. Il popolare politico è infatti presidente onorario dell’AOS. In questa sua funzione rappresenterebbe un comitato nazionale olimpico. A questi organismi il CIO ha riservato 15 posti, ma solo otto sono al momento occupati.

Già nel 1989 Ogi aveva preso in considerazione la possibilità di diventare membro del CIO. Un’analisi della situazione giuridica aveva dimostrato la compatibilità della carica con quella di consigliere federale. La proposta aveva però sollevato critiche, e Ogi aveva fatto marcia indietro.

Adolf Ogi aveva lasciato alla fine dell’anno scorso il Consiglio federale dopo 13 anni passati in governo, dapprima al dipartimento dei trasporti e dell’energia, poi a quello della difesa e dello sport. Nell’ambiente sportivo è attivo sin dai primi anni ’60. È stato in particolare direttore della Federazione svizzera di sci dal 1969 al 1981 ed è stato uno degli artefici del trionfo elvetico alle olimpiadi di Sapporo nel 1972, quando gli atleti rossocrociati portarono a casa dieci medaglie al grido di «Ogis Leute siegen heute».

swissinfo e agenzie

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