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Agenda piena per i consiglieri federali a Davos

L'incontro tra Moritz Leuenberger e Yasser Arafat Keystone

Come è tradizione, i consiglieri federali presenti durante la fine settimana al Forum economico di Davos - Villiger, Couchepin, Deiss e Leuenberger - hanno avuto una vera e propria girandola di incontri e colloqui.

Il capo del Dipartimento degli esteri Joseph Deiss, che ha incontrato il leader palestinese Yasser Arafat oltre al ministro israeliano Shimon Perez ed egiziano Amre Mussa, ha espresso l’auspicio che il processo di pace in Medio Oriente prosegua e porti frutti. «Speriamo – ha detto – che le trattative continuino dopo le elezioni in Israele». Ai colloqui ha preso parte anche il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger.

I due hanno poi visto il segretario generale dell’ONU Kofi Annan, con cui hanno discusso il calendario di un’adesione svizzera all’ONU. Da parte sua Annan ha voluto conoscere i dettagli del progetto governativo. Deiss e Leuenberger si sono quindi incontrati con il presidente iugoslavo Vojislav Kostunica e il presidente della Confederazione ha accettato di recarsi prossimamente a Belgrado, per sostenere la «giovane democrazia». Deiss infine ha visto il presidente sudfaricano Thabo Mbeki, tanzaniano Benjamin Mkapa e senegalese Abdoulaye Wade.

Altrettanto intense le giornate del ministro delle finanze Kaspar Villiger, che ha incontrato i suoi omologhi francese Laurent Fabius, tedesco Hans Eichel, belga Didier Reynders e danese Pia Gjellerup. Con essi ha discusso delle rivendicazioni fiscali dell’UE nell’ambito di nuove trattative bilaterali con la Svizzera.

«Penso – ha detto – che le nostre idee, in particolare per quanto riguarda la tassazione alla fonte – sono considerate come costruttive. Villiger ha inoltre ribadito ai suoi interlocutori gli sforzi fatti dalla Svizzera in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco.

Pascal Couchepin, capo del dipartimento dell’economia, ha spezzato una lancia in favore di un nuovo round negoziale nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Occorre rilanciare il processo facendo concessioni ai paesi più poveri, ha dichiarato.

Incontrando il direttore generale della WTO Mike Moore, il consigliere federale ha espresso il parere che l’organizzazione debba prendere più rischi. Deve fare nuove proposte ai paesi emergenti e accettare compromessi, ha aggiunto. Una decisione in merito a un nuovo round dovrebbe essere adottata in luglio. La Svizzera è disposta ad offrire un aiuto in tal senso, ha proseguito Couchepin. Potrebbe organizzare riunioni regionali e forum di discussioni come aveva fatto per il vertice di Seattle nel 1999.

Couchepin ha affrontato questo tema anche con il ministro dell’economia sudafricano Alec Erwin, uno dei principali rappresentanti dei paesi poveri al tavolo dei negoziati. Il consigliere federale si recherà peraltro in Sudafrica alla fine di febbraio per avviare trattative su un accordo di libero scambio fra Pretoria e l’AELS.

swissinfo e agenzie

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