Americani arrestati in Iran: mediazione svizzera
Tre cittadini statunitensi – due uomini e una donna – sono stati imprigionati in territorio iraniano: Washington ha quindi chiesto aiuto alla Confederazione, che cura gli interessi americani nella Repubblica islamica.
La notizia dell’arresto è stata diffusa venerdì da fonti locali irachene ed è stata confermata sabato dalla televisione di Stato di Teheran. Stando alle prime indicazioni, i tre turisti sarebbero giunti mercoledì nella città curda di Suleimaniya (a nord-est di Bagdad, in Iraq). Giovedì, i tre avrebbero poi raggiunto la località turistica di Ahmad Awa, nota per le sue cascate.
La polizia della regione avrebbe consigliato ai turisti di non avventurarsi sulle montagne circostanti in quanto la frontiera con l’Iran è molto vicina e non ben delineata: i tre, d’età compresa tra 27 e 36 anni, avrebbero tuttavia ignorato l’avvertimento, sconfinando così nel territorio iraniano dove sono stati arrestati.
Un quarto viaggiatore è rimasto in albergo poiché ammalato: avrebbe riferito di aver ricevuto la telefonata degli amici accerchiati dai militari.
Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato domenica di aver chiesto alla Svizzera – che dal 1980 cura gli interessi di Washington in Iran – di verificare quanto accaduto e, se del caso, assicurare assistenza ai tre. Nadine Olivieri, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri, ha confermato che la Confederazione sta operando in tal senso.
swissinfo.ch e agenzie
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