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Democrazia diretta in Svizzera

Brava Svizzera! Vergognati!

Dopo il sì popolare all’iniziativa UDC, il movimento contro la lotta al razzismo ha organizzato martedì una manifestazione a Losanna. Keystone

Il voto sull’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali ha suscitato un ampio dibattito anche su swissinfo.ch. Nei commenti, la maggior parte dei lettori ha salutato favorevolmente il risultato scaturito dalle urne il 28 novembre, altri, pochi, si sono detti indignati.

Giorno nero per gli uni, giorno di gioia per gli altri. All’indomani del sì popolare sull’iniziativa promossa dall’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), gli internauti della piattaforma internet si sono trincerati dietro le proprie convinzioni, senza lasciare spazio ai ma e ai forse.

Questa volta, a differenza del voto popolare sul divieto di costruire minareti – che aveva provocato una cascata di commenti negativi – la Svizzera non è stata messa alla gogna. Infatti, circa il 90% delle opinioni dei lettori anglofoni è a favore dell’iniziativa.

È una tendenza che si riscontra anche nelle lingue francesi, arabe e tedesche. Tra i commenti spagnoli e italiani, invece, le opinioni divergono maggiormente, mentre, tutti gli internauti di lingua portoghese condannano il risultato scaturito dalle urne.

Ospiti buoni e cattivi

«Io sono a favore del rinvio di tutti gli stranieri residenti nella Confederazione che commettono un crimine e… per sempre!», osserva un rifugiato iracheno che vive in Svizzera. Una posizione estrema, ma che si riflette nella maggioranza dei commenti che accolgono con favore l’iniziativa della destra, considerandola non discriminatoria. «Dov’è il problema, se hai la coscienza tranquilla? È tempo di finirla di proteggere le persone criminali», scrive un internauta anglofono.

Il progetto dell’UDC seduce un ampio ventaglio di persone, anche quelle che si trovano al di fuori dei ranghi del partito. «Applaudo il risultato, anche se non sono di destra», afferma uno svizzero in Inghilterra.

Per molti lettori è giusto sanzionare severamente gli stranieri criminali. «Hanno ragione [gli svizzeri, ndr.] a votare contro i criminali residenti da loro. In effetti, l’immigrato che vuole fare lo stupido in un Paese così bello è un diavolo spietato», afferma un lettore arabo del Libano.

Una straniera di lingua francese che vive e lavora da quasi quindici anni in Svizzera ricorda che «le persone che lavorano e si adattano al Paese d’accoglienza sono benvenute ovunque, poco importa la nazionalità o la religione!».

La maggior parte dei commenti distingue gli stranieri che si integrano e si adattano e quelli che non rispettano le leggi. «Ne conosco molti per i quali il risultato non avrà nessuna conseguenza: sono degli splendidi ospiti, che sarebbero benvenuti anche a casa mia», commenta in tedesco una lettrice.

Perdita di punti di riferimento

Il politologo Oscar Mazzoleni spiega questa reazione come un bisogno di definire i limiti da parte di una società che sta perdendo i punti di riferimento. «Il discorso sugli stranieri criminali crea una distinzione tra quelli che non rispettano le leggi, che non hanno voluto integrarsi o rispettare gli usi e gli altri. Questo discorso permette di fissare un punto di riferimento».

Mazzoleni sottolinea, inoltre, che questa iniziativa unisce il criminale e lo straniero, visto che quello che non rispetta la legge è per forza differente.

Un’opinione condivisa anche da alcuni lettori di swissinfo.ch. «Spero che tutti gli Stati adottino una legge simile poiché gli stranieri hanno esagerato nel commettere crimini e azioni deplorevoli nei Paesi europei approfittando delle leggi clementi, non fatte per delle persone sottosviluppate», osserva un arabo residente in Svezia.

Bella, la democrazia diretta

La possibilità del popolo elvetico di avere l’ultima parola sembra suscitare l’invidia dei nostri vicini, soprattutto francesi. «Grazie alla Svizzera per la sua democrazia diretta. Sì, approvo questo voto. Chiedo la stessa cosa in Francia», si legge in un commento.

Un altro transalpino si associa scrivendo: «Brava, Svizzera! Champagne! Qui, in Francia, non ne possiamo più delle aggressioni quotidiane e di questo ambiente che ci ricorda l’inquisizione, quando si tratta di denunciare le malefatte degli immigrati».

Per alcuni, invece, si è superato il limite. «Cari miei, non bisogna farsi illusioni: all’UDC non interessa né la Svizzera né il suo popolo. Al partito importa conquistarsi il potere politico utilizzando tutti gli stratagemmi populisti permessi. E il popolo segue come un gregge di pecore spaventate», osserva questo lettore della Svizzera romanda.

Vergogna

«Mi vergogno di essere svizzero. Di vivere in uno Stato che era un’oasi di pace e che sta scivolando verso l’estrema destra. Chi è lo straniero? Il bambino nato in Svizzera che non conosce che questo Paese, ma che ignora quello dei genitori? Perché dovrebbe essere trattato in maniera diversa di quelli nati in Svizzera, ma da genitori svizzeri? Questo è uguaglianza per voi?», è una delle tante riflessioni di persone scioccate, indignate e ferite dal voto.

Altri invece fanno dell’ironia, interrogandosi sui limiti dell’evoluzione xenofoba del Paese. «Se le statistiche dovessero indicare che la maggioranza dei criminali supera il metro e settanta, allora che bisogna fare? Be’, chiaro, dobbiamo espellere tutte le persone che oltrepassano questa misura!».

Probabilmente, nei prossimi anni il tema degli stranieri non scomparirà dall’agenda politica, è quanto afferma il politologo Oscar Mazzoleni. Infatti, per l’UDC è un cavallo di battaglia vincente. Ciò contribuirà – osserva Mazzoleni – a trasformare, ancora una volta, gli stranieri, i richiedenti l’asilo e i naturalizzati in un “problema” per una parte della popolazione. E l’UDC riuscirà sicuramente a trovare un rimedio alle paure della gente.

L’articolo si basa su un campione di commenti pubblicati nelle varie lingue del sito swissinfo.ch.

Questa carrellata non ha nessun valore scientifico, visto che i commenti non sono stati analizzati con l’ausilio di una base statistica.

Il testo promosso dall’Unione democratica di centro prevede l’espulsione per:
omicidio intenzionale, violenza carnale o un altro grave reato sessuale, un reato violento quale ad esempio la rapina, per tratta di esseri umani, traffico di stupefacenti o effrazione; o che hanno percepito abusivamente prestazioni delle assicurazioni sociali o dell’aiuto sociale.

Il legislatore avrebbe la facoltà di aggiungervi altre fattispecie.

La durata del divieto di entrare in Svizzera per le persone espulse sarebbe fissata dall’autorità competente e varierebbe tra i 5 e i 15 anni.

In caso di recidiva, la durata del divieto d’entrata sarebbe di 20 anni.

L’iniziativa per l’espulsione degli stranieri che commettono reati è stata accettata dal 52,9% dei votanti. Il tasso di partecipazione ha raggiunto il 53%.

L’iniziativa è stata respinta in soli cinque cantoni: Ginevra, Vaud, Giura, Neuchâtel e Basilea Città.

Il controprogetto all’iniziativa è invece stato bocciato dal 54,2% dei votanti e non è stato accettato in nessun cantone.

(traduzione dal francese, Luca Beti)

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