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Chiaro no dei delegati UDC al «Sì all’Europa»

Il presidente UDC, Ueli Maurer (a sinistra), con il neo eletto consigliere federale Samuel Schmid Keystone

L'assemblea dei delegati dell'Unione Democratica di Centro (UDC), tenutasi sabato a Martigny (VS), ha nettamente respinto l'iniziativa «Sì all'Europa», con 326 voti contro 2. Per l'occasione, L'UDC ha anche preso ufficialmente commiato dall'ex consigliere federale Adolf Ogi, con una lunga ovazione che ha visto levarsi in piedi tutti i presenti.

Il dibattito sull’Europa ha visto opposti i consiglieri nazionali Marc Suter (PLR/BE) e Christoph Blocher (UDC/ZH). Il primo ha spiegato che il sostegno all’iniziativa non significa decidere di aderire all’UE e che la Svizzera sarebbe maggiormente in grado di difendere la propria sovranità, diventando membro della comunità, dei Quindici piuttosto che rimanere isolata.

Blocher ha invece criticato la poca chiarezza degli iniziativisti, quando parlano di negoziati. E ha contraddetto Suter, sostenendo che il voto del 4 marzo è in realtà un voto sull’adesione, per cui l’iniziativa va respinta.

L’assemblea era stata aperta dal presidente UDC Ueli Maurer, con un discorso contro l’adesione all’Unione Europea; la Svizzera per continuare a servire da esempio all’UE deve restare indipendente e neutrale. Maurer ha difeso una Svizzera basata sulla tradizione del «Sonderfall», sul coraggio per l’indipendenza e sul desiderio di libertà dei cittadini. «Il caso degli austriaci ci ha mostrato come gli stati potenti trattano quelli piccoli», ha aggiunto.

Oltre alla battaglia contro l’adesione all’UE, la politica dell’UDC per il 2001 – ha detto – si preoccupa soprattutto per l’invio di soldati svizzeri armati in regioni di crisi all’estero, per la politica agricola e per il finanziamento dell’AVS.

Il neoeletto ministro della difesa UDC, Samuel Schmid, ha invece appoggiato l’impegno dei militi svizzeri all’estero, spiegando che ciò consente di rispettare il mandato che il parlamento ha dato all’esercito. Non si tratta semplicemente di essere presenti, ma di contribuire alla sicurezza internazionale.

Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha poi notato che ci sono altre sfide, come le relazioni fra popolo e governo e l’unità del paese. Bisogna lavorare quotidianamente all’equilibrio fra maggioranza e minoranza; la Svizzera non è fatta solo di agglomerati urbani e centri economici, ma anche di regioni periferiche e alpine – ha ricordato.

Prendendo ufficialmente commiato da Adolf Ogi, Ueli Maurer lo ringraziato per il suo entusiasmo contagioso. Le relazioni fra l’ex consigliere federale e il partito sono state spesso tese – ha detto il presidente UDC – ma non poteva essere altrimenti: egli ha fatto il suo lavoro difendendo la posizione del Consiglio federale. Il governo ha bisogno di uomini del calibro di Ogi – ha aggiunto.

Dal canto suo, Ogi ha invitato il partito a creare ponti fra culture e correnti di idee differenti. «I conflitti politici e culturali non devono mai dividere il paese – ha avvertito. «Un avversario politico non deve mai diventare un nemico».

swissinfo e agenzie

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