Crisi Swissair, un dilemma che divide i partiti borghesi
Democristiani e radicali sono favorevoli a un intervento finanziario della Confederazione, l'UDC è contraria.
I partiti borghesi al governo, nelle rispettive assemblee dei delegati, hanno ribadito le loro posizioni quanto alle sorti della futura compagnia aerea svizzera: i radicali vogliono una partecipazione della Confederazione nel nuovo vettore, l’Unione democratica di centro si oppone fermamente a questa eventualità e i democristiani vogliono una commissione di inchiesta che faccia luce sul collasso di Swissair.
Radicali ottimisti circa la raccolta di fondi
“Sono convinto che l’operazione per raccogliere entro lunedì i capitali da destinare alla nuova Crossair riuscirà” ha detto il consigliere federale Kaspar Villiger, parlando all’assemblea PLR di Sciaffusa. Le possibilità di successo superano la soglia del 50%. Il ministro delle finanze ha indicato che la partecipazione della Confederazione nella nuova compagnia si giustifica solo nella misura in cui si tratta di agire a favore del pubblico interesse.
Dal canto suo, il consigliere federale Pascal Couchepin ha ammesso davanti ai delegati che l’intervento statale per salvare Swissair non è «difendibile al 100%» da un punto di vista strettamente economico. “Ma in questa crisi” ha detto “il ruolo della Confederazione è di ristabilire un clima di fiducia”.
Per Maurer, il PLR ha peccato di “nepotismo”
Contro qualsiasi intervento statale si è espresso il presidente dell’Unione democratica di centro, Ueli Maurer: la Confederazione non può partecipare al capitale del nuovo vettore, né tanto meno intervenire per il risanamento di Swissair, ha detto Maurer ai delegati UDC riuniti a Friburgo: si tratterebbe di una manifestazione di “falso patriottismo”.
Responsabile del collasso di Swissair è il “nepotismo” del PLR, in base al quale ci è scambiati vicendevolmente e per reciproci favori posti dirigenziali di prestigio. “Ed è penoso” ha continuato il presidente dell’UDC “vedere i radicali che si spingono in prima linea per chiedere a gran voce aiuti statali, solo per distrarre l’attenzione dai propri errori”.
Chiesta dai democristiani una commissione parlamentare
Il presidente del PPD svizzero Philipp Stähelin e il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, nel corso dell’assemblea democristiana svoltasi a Berna, hanno duramente criticato gli errori del passato, che hanno portato la compagnia nazionale al disastro.
Per far luce sull’intera vicenda e per individuare le responsabilità c’è una sola soluzione: bisogna istituire una commissione parlamentare di inchiesta. Stando a Stähelin, devono essere chiariti aspetti che riguardano i flussi finanziari, ma si deve indagare anche sugli organi di sorveglianza.
Solo facendo luce sui risvolti oscuri del disastro sarà possibile ricostituire un’atmosfera di fiducia. Il PPD è favorevole agli aiuti statali e anche alla partecipazione della Confederazione nella nuova compagnia: la maggioranza del capitale dovrà però essere detenuto da investitori privati.
swissinfo e agenzie
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