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Dal primo gennaio problemi in vista per la nuova tassa sui camion

Non tutti gli apparecchi di controllo (foto) sono stati montati in tempo sugli autocarri Keystone

Una serie di incognite grava ancora sulla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), che entrerà in vigore il 1. gennaio, parallelamente all'apertura delle strade svizzere ai veicoli di 34 tonnellate.

Rivelatore del clima di incertezze è un episodio recente per il quale l’ambasciatore di Svizzera a Roma è intervenuto presso le autorità italiane.

Un camionista svizzero è stato fermato qualche giorno fa vicino a Como dalla polizia italiana, che contestava la legalità dell’apparecchio elettronico di rilevazione della TTPCP installato sul veicolo. Gli agenti hanno minacciato di infliggergli una multa salata per violazione di una direttiva europea su questo tipo di strumenti. Il caso è stato risolto, «ma lo abbiamo preso molto sul serio», spiega l’ambasciatore elvetico Alexei Lautenberg, che si è recato al Ministero dei trasporti a Roma. Rassicurato dalle autorità italiane, che gli hanno garantito che il caso resterà isolato, attende tuttavia ancora una chiarificazione definitiva da Bruxelles.

Gli autotrasportatori pronosticano comunque un’introduzione difficoltosa. In particolare temono intasamenti supplementari ai valichi di confine a causa delle nuove formalità. «Il 2001 sarà un anno molto duro», sostiene Jean-Pierre Tanner, dell’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG). A suo avviso «non occorre essere un profeta per prevedere che le colonne di camion si allungheranno». I tre-quattro minuti necessari per le nuove pratiche perturberanno il transito di frontiera.

L’Amministrazione federale delle dogane ammette che non tutti i camion saranno equipaggiati degli appositi apparecchi di rilevamento, denominati «Tripon», al 1. gennaio 2001. Ma secondo il responsabile del progetto, Hugo Geiger, il ritardo non è imponente. «Riguarda 5mila camion sui 55mila veicoli svizzeri interessati», precisa.

Le dogane, che per la TTPCP hanno creato 200 nuovi posti di lavoro, restano prudenti sulle previsioni degli autotrasportatori: «Soltanto la realtà dimostrerà se le code aumenteranno», afferma Geiger, che si dichiara ottimista.

Il responsabile relativizza anche le perdite di tempo per i camionisti esteri, la maggior parte dei quali non ha installato un apparecchio «Tripon», che consente uno sdoganamento più rapido. Essi saranno registrati tramite tessere provviste di microcircuiti elettronici. «Da un sondaggio a Chiasso è emerso che l’80 per cento dei camionisti esteri dispone dell’ID-Card», dichiara Geiger.

La TTPCP è pure nel mirino dei trasportatori esteri. Più pacata degli italiani, che minacciano di bloccare il valico di Chiasso, l’Unione internazionale dei trasporti stradali (IRU) esprime comunque dubbi sull’applicazione della tassa. In una lettera inviata il 29 novembre al consigliere federale Kaspar Villiger, l’IRU si dice preoccupata del rischio d’imbottigliamenti e lamenta l’insufficienza di apparecchi «Tripon» a disposizione dei trasportatori esteri.

La situazione dovrebbe migliorare: sono infatti stati ordinati circa 20mila apparecchi supplementari, annuncia Hugo Geiger. L’IRU riconosce peraltro che gli inconvenienti legati alla TTPCP saranno compensati dalla possibilità di disporre di un nuovo asse autostradale, più corto, per attraversare le Alpi.

Intanto a Chiasso-Brogeda tutto è pronto per affrontare l’introduzione della TTPCP. «Abbiamo fatto tutto il possibile», ha dichiarato il direttore di circondario delle dogane di Lugano Fiorenzo Falconi. Ciò nonostante, non esclude che possa sorgere qualche problema.

L’ASTAG sostiene peraltro che la TTPCP condurrà a nuovi fallimenti nel settore. «I piccoli trasportatori non avranno le basi abbastanza solide», dice Jean-Pierre Tanner. Il conto sarà salato anche per i consumatori: in media i prezzi dei trasporti dovrebbero aumentare del 17 per cento, calcola l’ASTAG.

swissinfo e agenzie

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