Delegati UDC: no alla ridistribuzione delle spese militari e al pensionamento flessibile
L'UDC vuole un esercito svizzero forte e credibile. Riunita a Basilea, l'assemblea dei delegati ha raccomandato all'unanimità di respingere l'iniziativa per una ridistribuzione delle spese militari, su cui il popolo si esprimerà il 26 novembre.
L’adozione di una simile iniziativa metterebbe in pericolo la sicurezza del paese, ha detto il presidente della Confederazione e capo del dipartimento della difesa, Adolf Ogi. «Il popolo non accetterà mai una simile stupidaggine».
Ogi ha sottolineato che nel 2003 l’esercito non costerà più di 4,3 miliardi di franchi. Le altre cifre emerse in questi giorni sono irrealistiche, ha aggiunto Ogi, dicendosi anche sicuro della vittoria popolare, in quanto la limitazione delle spese militari non trova posto nella Costituzione.
No anche al pensionamento flessibile: i delegati UDC hanno nettamente respinto le due iniziative in materia, su cui il popolo voterà il 26 novembre. Esse, secondo l’UDC, mettono in pericolo il finanziamento dell’AVS.
Nel 2010, il deficit dell’AVS raggiungerà i 4 miliardi di franchi. Secondo l’Unione democratica di centro, l’abbassamento dell’età per la pensione, come vogliono le iniziative, farebbe aumentare il carico annuo dell’AVS di 2,5 miliardi. E a proposito, l’UDC ricorda che il popolo ha già respinto in quattro occasioni la proposta di abbassare il limite dell’età per andare in pensione.
swissinfo e agenzie
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