Dimissioni di Peter Hess dalle cariche d’amministratore: reazioni dal Parlamento
La decisione del democristiano Peter Hess di lasciare entro la fine di maggio tutti i mandati nei consigli d'amministrazione è stata giudicata tardiva ma nondimeno rallegrante dagli altri partiti maggiori, ossia PLR, UDC, PS, PLS e Verdi.
Per il portavoce dell’Unione democratica di centro Yves Bichsel, è in ogni caso deplorevole che il presidente del Consiglio nazionale abbia ceduto i mandati – seguendo peraltro il consiglio datogli dall’UDC – solo su pressione dei media.
La portavoce del Partito liberale-radicale Barbara Perriard ha definito la decisione di Hess «una manovra di salvataggio in una situazione disperata». Per la presidente del Partito socialista Christiane Brunner, Hess ha scelto l’alternativa che gli permetteva di salvare lo scranno.
Secondo il consigliere nazionale ginevrino Jacques-Simon Eggly, presidente del Partito liberale cantonale, Hess avrebbe potuto accontentarsi di rinunciare ai soli mandati controversi. Agendo come ha fatto ha però dato prova di coerenza politica e ha rasserenato l’atmosfera attorno alla sua persona.
Contrariamente ai socialisti, radicali e liberali giudicano che Hess abbia il diritto di esercitare una attività professionale e dunque di far parte di consigli d’amministrazione, parallelamente al mandato politico.
Radicali, UDC e liberali ritengono che tocchi ai partiti controllare i mandati dei loro candidati potenziali. Il PS – ha dichiarato la Brunner – preconizza invece una lista ufficiale di criteri di selezione stabilita da specialisti di diritto pubblico e valida per tutti i partiti, che dovrebbero portarsi garanti dei loro candidati. La lista dovrebbe contenere dei criteri di incompatibilità con la carica occupata.
Il PS vuole aggiungere il «caso Hess» all’ordine del giorno della riunione dei quattro partiti di governo in programma venerdì prima dei colloqui di Casa von Wattenwyl con il governo. «Dobbiamo esaminare tutti insieme come evitare che questo genere di situazioni si riproduca», ha dichiarato Christiane Brunner.
swissinfo e agenzie
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