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Duemila, anno di vacche magre per le iniziative

È dal 1994 che gli svizzeri non dicono più di sì ad un'iniziativa Keystone

Il 2000 non passerà alla storia come anno favorevole alle iniziative popolari a livello federale. Sono solo 7 le proposte di modifica costituzionale ad aver raccolto sufficienti firme e le 11 iniziative su cui si è votato sono state tutte respinte.

Al momento inoltre, non è in corso nessuna raccolta di firme per iniziative costituzionali. Secondo Hans Urs Wili, capo della sezione dei diritti politici alla Cancelleria federale, una situazione simile non si vedeva da dieci anni.

Sarebbe d’altra parte normale che il lancio di iniziative diminuisca nel periodo successivo alle elezioni federali. Per Wili, l’attuale letargia non è destinata a durare: verso metà legislatura di solito la raccolta di firme tende ad aumentare.

Così è stato prima delle elezioni politiche del 1999: nel 1998 si è registrato il record di ben 19 iniziative. Nel 1999 le raccolte di firme per iniziative popolari sono state 12.

Nel 2000 le iniziative sono state molto meno. Tuttavia, tre iniziative lanciate all’inizio dell’anno sono state nel frattempo consegnate alla Cancelleria federale. Si tratta dell’iniziativa “Avanti”, che chiede l’ampliamento dell’autostrada A1 e la costruzione di una seconda galleria sotto il Gottardo e delle due iniziative che chiedono un migliore statuto giuridico per gli animali.

Delle sette iniziative depositate quest’anno, il successo maggiore è stato registrato – con 195’000 firme – da quella che chiede l’internamento a vita dei delinquenti condannati per violenza o abuso sessuale e ritenuti estremamente pericolosi o non recuperabili. Anche l’iniziativa per l’adesione della Svizzera all’Onu ha raggiunto un buon risultato.

D’altro canto, la destra ha rinunciato, nonostante la raccolta di più di 100’000 firme, a consegnare il testo che chiedeva di sottoporre le iniziative a votazione sei mesi dopo la trasmissione alla Cancelleria. Nel marzo scorso il popolo aveva respinto a larga maggioranza una proposta analoga della Denner, che proponeva un limite di 12 mesi alla messa in votazione.

Fallimento anche per l’iniziativa dei liberal-democratici: dopo aver raccolto 60’000 firme, il PLD ha rinunciato all’iniziativa per una moratoria fiscale.

A sua volta, l’ecologista Franz Weber ha ritirato l’iniziativa che chiedeva il divieto degli idroplani sui laghi svizzeri, consegnata nel 1996. Il Consiglio federale ha parzialmente accolto i suoi postulati, vietando la costruzione di nuovi aeroporti sull’acqua.

Delle 11 iniziative messe in votazione quest’anno, nessuna ha conquistato il favore dei votanti. Il miglior risultato, con il 46 per cento di voti favorevoli, lo ha raggiunto quella dei Verdi, che voleva introdurre il pensionamento flessibile a partire da 62 anni.

Pessimi risultati invece per le iniziative sui costi ospedalieri e sull’imposizione di quote femminili nei gremi politici: entrambe hanno raggiunto solo il 18 per cento dei consensi.

I votanti, che non hanno più approvato un’iniziativa dal febbraio 1994 – allora era stata accolta l’iniziativa delle Alpi, che prevedeva il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia – dovranno esprimersi di nuovo su tre proposte di modifica costituzionale nel marzo del 2001.

In votazione vi saranno le iniziative “Sì all’Europa”, “Strade per tutti”, che chiede l’introduzione di un limite di velocità generalizzato di 30 km/h negli abitati, e l’iniziativa Denner per ridurre il costo dei medicinali. E un’altra iniziativa sui medicinali, lanciata da operatori della sanità, è pronta per andare al voto.

Ventun testi d’iniziativa attendono invece ancora di essere discussi dal Consiglio federale o dal parlamento. Tre di queste proposte provengono dall’Unione sindacale svizzera e riguardano i posti di tirocinio, la durata del lavoro e le imposte sui redditi da capitale. In attesa anche due testi pacifisti, due antinucleari e altri legati alla sanità.

swissinfo e agenzie

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