Elezioni in Kosovo: osservatore svizzero per il momento fiducioso
A sette settimane dalle municipali in Kosovo, il processo elettorale si svolge in modo «soddisfacente», secondo lo svizzero Victor Ruffy, capo della missione del Consiglio d'Europa. Nonostante la violenza latente e i pochi serbi iscritti per lo scrutinio.
«Una posticipazione delle elezioni per il momento non è all’ordine del giorno. I kosovari devono poter prendere in mano le redini del loro destino», ha affermato l’ex consigliere nazionale socialista in una conferenza stampa giovedì a Berna.
La situazione rimane tesa in Kosovo, ma non si assiste ad una moltiplicazione di atti di violenza. Ruffy non esclude tuttavia che le cose possano cambiare, fino al momento delle elezioni il 28 ottobre, in particolare al momento delle elezioni federali jugoslave previste il 24 settembre.
La comunità internazionale si sta preparando: ai 35 000 uomini inviati dalle Nazioni Unite nella provincia per mantenere la pace verranno ad aggiungersi 10 000 rinforzi per garantire la sicurezza durante le operazioni di voto.
Secondo dati che devono ancora essere verificati, circa un milione di kosovari, su 1,2 milioni di abitanti, sono iscritti per partecipare alle elezioni, ha indicato Ruffy. Sui 100-120 000 serbi che vivono in Kosovo, solo 2000 hanno manifestato il desiderio di votare. A questi dati vanno aggiunti i kosovari che risiedono all’estero: circa 180 000 si sono annunciati e 60 000 richieste sono state convalidate.
In totale in lista ci sono 25 partiti e alleanze. «È ancora difficile sapere quale visione abbiano per il futuro del Kosovo. Il loro programma non è ancora stato chiaramente presentato», ha sottolineato Ruffy, precisando che molte liste presentano un terzo di candidature femminili.
swissinfo e agenzie
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