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Democrazia diretta in Svizzera

Elezioni in Montenegro: bilancio positivo per il Pool degli osservatori elvetici

Un muro tappezzato di manifesti elettorali a Podgorica, la capitale del Montenegro swissinfo.ch

Esperienza positiva per i quattro osservatori svizzeri membri del Pool di esperti per la promozione civile della pace che hanno supervisionato domenica le elezioni legislative in Montenegro. Swissinfo ha raggiunto telefonicamente a Podgorica, la capitale del piccolo Stato balcanico, il parlamentare Remo Galli prima del suo rientro in Svizzera.

“E’ stata una votazione che sorprendentemente si è svolta quasi come da noi in Svizzera”, ha esordito il consigliere nazionale popolare democratico bernese Remo Galli che, prima della missione d’osservazione in Montenegro, era già stato in missione con il Pool di esperti svizzeri per la promozione civile della pace (un organismo creato ormai da alcuni anni dal Dipartimento federale degli affari esteri) in Kirghistan, a Taiwan, in Azerbaigian ed in Tanzania.

La maggior differenza riscontrata dal nostro interlocutore rispetto ad un’elezione in Svizzera, concerne “la corruzione dei partiti. L’elezione in sé, che è stata preparata dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa assieme alla quale la Svizzera ha fornito un contributo spiegando agli elettori i loro diritti, è stata monitorata dagli osservatori internazionali nella misura dell’85/90 percento dei seggi elettorali. Il risultato è stato -continua il parlamentare elvetico- che il 90 percento dei seggi sono risultati organizzati in modo conforme alle regole elettorali democratiche. Solo il 5 percento è risultato insufficiente ed unicamente in un 2 percento dei seggi sono state riscontrate disfunzioni, imputabili però anche alle lacune della legge elettorale montenegrina”.

Le missioni internazionali di osservazione delle elezioni rappresentano uno strumento fondamentale nel consolidamento delle istituzioni democratiche. Per questa ragione la comunità internazionale, Stati Uniti ed Unione europea in primis, ha inviato in Montenegro ben 3 mila osservatori, 180 dei quali sotto l’egida dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, organismo internazionale al quale partecipa anche la Svizzera. “Gli osservatori internazionali -ha precisato il consigliere nazionale popolare democratico bernese- sono stati accolti molto bene dalla popolazione montenegrina conscia dell’importanza del voto nel cammino verso la democrazia. In uno solo degli 800 seggi elettorali aperti gli osservatori sono stati boicottati”.

L’unico incidente registrato dagli osservatori sabato, alla vigilia della giornata elettorale, è avvenuto a Beran, alla frontiera con la Serbia e l’Albania, in uno dei settori sottoposti al controllo del Pool di esperti svizzeri dove fautori del mantenimento dell’unione del Montenegro con la Serbia hanno attaccato il municipio, malmenato il sindaco pro-indipendentista ed imprigionato gli avversari politici, che sono poi stati liberati nel corso di un attacco alla prigione. Gli incidenti si sono però risolti nella stessa giornata di sabato per cui domenica le elezioni si sono svolte normalmente anche in questa regione.

Per il team di quattro osservatori elvetici la soddisfazione è tanto più grande se si pensa che sono stati scongiurati i pessimistici scenari della vigilia che prevedevano incidenti e scontri in occasione di questo importante appuntamento con le urne per il futuro politico ed istituzionale del Montenegro. Invece, come ha dichiarato a swissinfo l’onorevole Galli, “è stata una sorpresa. Sia prima dello scrutinio, sia durante la votazione ed anche dopo la chiusura delle urne è stato tutto molto calmo”.

Sergio Regazzoni

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