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Democrazia diretta in Svizzera

Elezioni in Ticino piuttosto scontate

La Consigliera di Stato Marina Masoni dovrebbe venir facilmente rieletta assieme ai suoi 4 colleghi di governo Keystone

Dopo una campagna elettorale piuttosto piatta, la popolazione del canton Ticino è chiamata alle urne per rinnovare governo e parlamento.

I membri del Consiglio di Stato dovrebbero venir riconfermati, mentre le poche incognite riguardano gli equlibri in Gran Consiglio.

La campagna si è un po’ vivacizzata nelle ultime settimane con la polemica sorta tra la Lega dei ticinesi – i sondaggi la danno in perdita di consensi rispetto al 1999 – e i Verdi.

La battuta di pessimo gusto lanciata lo scorso 13 marzo, sulle onde della Radio della Svizzera italiana, dal presidente a vita Giuliano Bignasca, ha messo il fuoco alle polveri.

Il “Nano” aveva pesantemente ironizzato sugli ambientalisti, accusandoli di intralciare chi lavora seriamente.”Sono quattro gatti”, aveva detto, “che bisognerebbe rinchiudere in una cabina telefonica e fare fuori come il primo ministro serbo Zoran Djindjic” (quest’ultimo era stato appena assassinato a Belgrado).

Hanno dapprima reagito i Verdi svizzeri chiedendo delle scuse ufficiali a Giuliano Bignasca, durante una sessione del Consiglio nazionale.

Denuncia dei Verdi

La tiepida presa di posizione del padre-padrone della Lega, pubblicata nel suo settimanale domenicale “Il Mattino”, non è bastata a calmare le acque. Lunedì scorso, il presidente dei Verdi ticinesi Giorgio Canonica ha denunciato Giuliano Bignasca presso il Ministero pubblico ticinese per minaccia e ingiunzione alla violenza.

Una mossa accolta con sarcasmo dal Nano ma presa sul serio dall’UDC. Botta e risposta quindi. Il giorno dopo, Umberto Marra, il rappresentante UDC in seno al Consiglio comunale di Lugano, ribaltava le stesse accuse a Canonica.

Queste nell’ambito di una dichiarazione fatta dal politico ambientalista, il quale aveva minacciato di mettere a soqquadro i cantieri ticinesi di Alptransit in caso di una decisione di raddoppio del Gottardo.

Rapporti di forza immutati

Sono dodici i partiti in lizza per il rinnovo del Gran Consiglio (legislativo). A due giorni dall’apertura dei seggi, i sondaggi danno 23% dei voti al PLRT (liberali-radicali), 17% al PPD (democratici-cristiani), 16% alla Lega, 15% al PS (socialisti), 3,6% all’UDC (Unione democratica di centro) e, e questa è una sorpresa, 3,4% alla nuova formazione del MPS (Movimento per il socialismo, sinistra radicale).

I Verdi sono indietro con meno di 3% mentre le piccole formazioni si contendono le rimanenti preferenze. Tra di loro, delle “new entry” come “Il Guastafeste”, “L’Onda”, il PLS (Partito liberal-socialista dell’ex consigliere di stato socialista Rossano Bervini), la FDI (Federazione degli Indipendenti) e il PNS (Partito Nuovi Svizzeri). In totale, i candidati sono circa 580.

Riconferma attesa dei membri del governo

L’elezione al Consiglio di Stato interessa sette partiti ossia i quattro partiti di governo – PLRT, PPD, PS e Lega – i Verdi, l’UDC, il MPS e la FDI. Queste formazioni presentano cinque candidati ciascuno.

Per il rinnovo del governo, nulla dovrebbe cambiare. I cinque consiglieri di stato uscenti dovrebbero essere riconfermati, salvo sorpresa dell’ultima ora.

Al primo posto delle preferenze dei ticinesi, figura il leghista Marco Borradori (capo del dipartimento del territorio), apprezzato da tutti per la sua simpatia, il suo saper fare e il rapporto che ha con la cittadinanza. All’ultimo posto si trova la radicale Marina Masoni, attuale capo del dipartimento dell’economia e delle finanze.

Attese maggiori per il parlamento

Ci sono più incognite per quanto riguarda il parlamento. L’UDC che ha rifiutato la congiunzione delle liste con la Lega – ritenendo poco presentabili e credibili alcuni suoi esponenti pregiudicati – spera comunque rafforzare la sua presenza al legislativo.

E’ però tallonata dai sinistri radicali del MPS (capeggiati dal sindacalista Giuseppe Sergi) che, con i suoi attuali 3,4% di preferenze, potrebbe creare la sorpresa.

swissinfo, Gemma d’Urso, Lugano

Quattro forze politiche sono rappresentate attualmente in governo: Partito liberale radicale (PLR), Partito popolare democratico (PPD), Partito socialista (PS) e Lega dei ticinesi.

Secondo i sondaggi il PLR dovrebbe conquistare il maggior numero di consensi, ottenendo il 23% dei voti. Seguono il PPD (17%), la Lega (16%), il PS (15%) e l’UDC (3,6%).

I risultati definitivi per il Consiglio di Stato saranno noti nella serata di domenica, quelli per il Gran Consiglio lunedì sul tardi.

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