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Expo.02: “Solo una catastrofe potrebbero impedirne lo svolgimento”

Vista aerea dell'Arteplage di Neuchâtel, per l'esposizione nazionale del 15 maggio 2002 Keystone

Lo afferma in un'intervista al «SonntagsBlick» la direttrice di Expo.02 Nelly Wenger, precisando che grazie al differimento della manifestazione di un anno è possibile tenere meglio sotto controllo i costi.

Sul fronte delle entrate vi sono invece ancora dei problemi. Attualmente è assicurato il finanziamento di 26 dei 40 progetti dell’Expo: per sette di essi è stata trovata solo una parte dei soldi necessari, mentre i rimanenti sette rimangono completamente scoperti.

Stando al preventivo i responsabili dell’esposizione dovrebbero trovare 454 milioni di franchi presso l’economia privata. Questo obiettivo è ancora lungi dall’essere raggiunto: «a seconda del sistema di calcolo» mancano ancora 50 o 140 milioni, afferma Wenger. Per 318 milioni di franchi vi sono contratti già firmati, contratti preliminari e dichiarazioni di intenti legalmente vincolanti.

La direttrice della manifestazione ammette però che l’expo è intervenuta troppo tardi presso le piccole e medie imprese: una categoria di società che avrebbe dovuto fornire 70 milioni, mentre per il momento sono stati raccolti solo cinque milioni.

«Se non dovessimo trovare gli sponsor entro ottobre dovremo prendere nuove decisioni: forse cominceremo da soli i lavori e cercheremo i finanziatori durante i lavori di costruzione», afferma Wenger. Ma se entro un anno non saranno trovati gli sponsor sarà necessario riesaminare l’intera situazione, ha aggiunto.

Per quanto riguarda i problemi con Batigroup, Wenger ha detto che si continua a trattare per determinare i costi definitivi delle arteplage. La direttrice ha confermato che il gigante della costruzione chiede più soldi a causa del differimento di un anno della manifestazione.

Wenger non si lascia nemmeno impressionare dal flop di pubblico che sta caratterizzando l’esposizione di Hannover. A suo avviso le situazioni non sono paragonabili, Hannover è una rassegna universale con pochi contatti con la popolazione locale. In Svizzera è invece tradizione che ogni generazione abbia la sua esposizione, e finora l’affluenza non è mai stata un problema.

swissinfo e agenzie

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