Forse presto un segretariato permanente per la Convenzione delle Alpi
Il comitato permanente della Convenzione delle Alpi si è riunito a Coira per tre giorni. Presenti inviati da Germania, Francia, Italia, Liechtenstein e Slovenia. Diverse organizzazioni non governative vi hanno assistito in qualità di osservatore.
Durante gli incontri conclusi venerdì, i partecipanti hanno preparato la conferenza dei ministri dell’ambiente dei paesi alpini che si terrà a Lucerna il 30 e 31 ottobre sotto la guida del consigliere federale Moritz Leuenberger.
«L’armonizzazione dei protocolli nelle quattro linque nazionali è stata portata a termine la scorsa settimana dopo diversi anni di lavoro», indica l’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP). I delegati hanno discusso anche di temi quali il futuro dell’osservazione delle Alpi, i sistemi di informazione e la creazione di un segretariato permanente per la Convenzione.
La Convenzione alpina è in vigore dal 6 marzo 1995. La Svizzera ha ratificato il trattato nel gennaio 1999, dopo Austria, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia, Francia, Unione europea e Principato di Monaco.
Il trattato ha principalmente due scopi: definire i principi di protezione e assicurare lo sviluppo duraturo della regione alpina. La Convenzione fissa caratteri generali e poco vincolanti. Di fatto sono i singoli protocolli che ne fissano più severamente le misure di applicazione.
La Svizzera ha per ora firmato sette di questi protocolli: «Pianificazione del territorio e sviluppo sostenibile», «Agricoltura di montagna», «Protezione della natura e tutela del paesaggio», «Foreste montane», «protezione del suolo», «Turismo» e «Energia». Per il momento ha rinunciato a sottoscrivere il protocollo «Trasporti».
Diventata infine membro della Convenzione delle Alpi, dopo numerosi anni in qualità di osservatore, la Confederazione ne assume nel 1999 e nel 2000 la presidenza. La prossima conferenza dei ministri dell’ambiente dei paesi alpini si terrà in Svizzera nell’autunno dell’anno prossimo.
swissinfo e agenzie
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