Ginevra: l’UDC in Gran Consiglio con 10 deputati
L'Unione democratica di centro per la prima volta entra nel parlamento cantonale ginevrino. Confermando e anzi incrementando il risultato delle ultime elezioni federali l'UDC ha raccolto il 10,46 per cento dei voti, andando quindi abbondantemente oltre la soglia di sbarramento del 7 per cento e conquistando 10 seggi.
La sezione cantonale ginevrina del partito di Christoph Blocher ha così rotto l’equilibrio precario che esisteva in precedenza tra i due fronti, la sinistra aveva 51 seggi e i partiti borghesi 49. I 10 seggi sono stati acquisiti grazie alle perdite di 3 seggi da parte dei radicali e di 7 seggi a sinistra.
Andiamo a vedere i risultati complessivi, considerando che i seggi corrispondono grosso modo alla percentuale di voto visto che i deputati al parlamento cantonale sono cento e che sono eletti col sistema proporzionale. I liberali rimangono il partito di maggioranza relativa con 23 rappresentanti, così come non muta la delegazione democristiana che mantiene i 12 seggi già detenuti nello scorso quadriennio. All’interno dell’intesa borghese perdono forze invece i radicali, che sono ora a 11 ovvero meno 3 deputati.
Tre seggi li perdono anche i socialisti: passando da 22 a 19 rappresentanti. Ben più grave a sinistra è il risultato dell’Alliance de gauche: meno 5, da 19 a 14. I verdi sono i soli a sorridere a sinistra: guadagnano un seggio conquistandone in totale 11.
La musica è sicuramente cambiata rispetto al precendente Gran Consiglio bipolare, ma è ancora prematuro delineare i futuri raggruppamenti. Oggi l’intesa borghese composta da liberali, radicali e democristiani ha 46 seggi, la sinistra 44 e c’è da chiedersi come si posizioneranno i 10 deputati dell’Unione democratica di centro.
Il presidente dell’UDC Jacques Pagan attribuisce il successo alla chiarezza delle posizioni prese dal partito a livello federale e afferma che in parlamento i 10 deputati centristi saranno un alleato “obiettivo” dell’Entente bourgeoise. Da parte sua la presidente del Partito radicale Floriane Ermacora sostiene che l’UDC non fa automaticamente parte dell’intesa e l’esponente democristiano Claude Blanc ha già abbozzato, domenica pomeriggio, la possibilità di costruire un centro forte.
I 10 seggi all’UDC hanno infatti scombussolato il quadro politico più di quanto l’aritmetica lascerebbe pensare. E’ anche ipotizzabile una marginalizzazione delle formazioni estreme: Alleanza di sinistra e UDC, per un accordo più vasto (forse a geometria variabile) al centro tra le forze moderate: liberali, radicali, democristiani, socialisti e verdi.
Molto dipenderà dall’esito dell’elezione dei sette consiglieri di Stato prevista tra un mese. In settimana si riuniranno gli stati maggiori dei vari partiti per definire le candidature sulla base dei risultati di domenica. L’intesa borghese intende selezionare 5 candidati forti, la sinistra cercherà la rivincita mobilitando quell’elettorato che non è riuscita a smuovere per il Gran Consiglio, l’UDC potrebbe, sull’onda del successo ottenuto, entrare nella competizione e proporre un proprio rappresentante.
Flavio Fornari
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