Gli Stati dicono si ai carri armati svedesi e alle missioni di pace
I Senatori hanno dato via libera all'invio di soldati armati all'estero in missioni per il mantenimento della pace. Lo ha deciso la Camera Alta al termine di una discussione dedicata alla revisione della legge sull'esercito e l'amministrazione militare.
L’impiego di soldati avverrà esclusivamente su mandato dell’Onu o dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Per quanto riguarda il programma d’armamento, se fosse per il Consiglio degli Stati, la Confederazione potrebbe acquistare i 186 carri armati granatieri di fabbricazione svedese anche subito.
Lo hanno deciso i senatori, i quali hanno anche respinto una proposta di rinvio. La palla passa ora al Nazionale. Il credito di 1,178 miliardi di franchi destinati al nuovo carro svedese ha superato senza affanno lo scoglio degli Stati.
Nessuna speranza quindi per il socialista vodese Michel Béguelin che aveva chiesto al colleghi, in contrasto con quanto proponeva la maggioranza della Commmissione di sicurezza, di rinviare il dossier al governo, invitandolo a stralciare i 990 milioni di franchi destinati all’acquisto di 186 carri svedesi.
A suo parere, per una decisione ponderata si sarebbe dovuto aspettare il nuovo piano di Esercito XXI, “tanto più che di pericoli imminenti per la sicurezza del Paese non ve ne sono”.
Di opinione opposta il capo del Dipartimento federale della difesa Adolf Ogi e il relatore della commissione Pierre Paupe (PPD/JU). Paupe ha fatto notare che le grandi linee della riforma in fieri sono note fin dal 31 maggio scorso. Il futuro esercito, ha aggiunto, disporrà di due brigate blindate.
A uno dei distaccamenti dovrebbero essere attribuiti 142 carri mentre altri 44 saranno destinati all’istruzione. Considerata questa ripartizione, ha specificato Paupe, l’acquisto di 186 pezzi è più che giustificato.
Oltre a ciò, i nuovi carri dovranno sostituire gli M-113, ormai obsoleti e del tutto incapaci di appoggiare al meglio i carri da combattimento Leopard II.
Secondo Ogi, non è facile motivare delle reclute quando hanno a che fare con materiale che ha il doppio dei loro anni. La scelta di questo carro al posto di quello britannico e tedesco si spiega, ha poi aggiunto il presidente della Confederazione, col miglior rapporto qualità/prezzo dell’offerta svedese.
swissinfo e agenzie
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