I socialisti propongono di escludere l’UDC dal Consiglio federale
In vista della successione di Adolf Ogi, la direzione del Partito socialista svizzero chiede di estromettere l'Unione democratica di centro dal Consiglio federale. Radicali e popolari democratici respingono la proposta, considerata irrealizzabile.
La campagna per la scelta di un successore di Adolf Ogi, che lascerà il governo alla fine dell’anno, comincia a farsi animata. Rompendo gli indugi, i socialisti hanno deciso di passare all’attacco, invitando il Partito liberale radicale (PLR) e il Partito popolare democratico (PPD) a candidare un loro rappresentante per l’elezione del nuovo Consigliere federale, in programma il prossimo 6 dicembre.
Finché l’Unione democratica di centro (UDC) non è favorevole alla concordanza, non fa più parte del Consiglio federale, scrive il Partito socialista (PS) in un comunicato diramato al termine di un incontro fra la presidenza e il gruppo parlamentare. La concordanza, osserva il PS, richiede dai partiti che vi aderiscono, una disponibilità al compromesso: ne è attualmente sprovvista l’UDC «blocheriana».
La «mossa» socialista non entusiasma però il Partito popolare democratico (PPD). «Non credo che abbia qualche chance», ha dichiarato il portavoce Paul Felber. Il PPD ha sempre considerato legittima l’aspirazione dell’UDC a un seggio in governo. Si aspetta però una doppia candidatura da parte del partito di Ogi.
Nessuna comprensione nemmeno presso il Partito liberale radicale (PLR). Secondo il portavoce Guido Schommer, la proposta socialista è «fuori dalla realtà» ed è «espressione della confusione del PS». Per i liberali-radicali, l’estromissione dell’UDC dal Consiglio federale non entra in discussione. Il PS perde così la propria credibilità e si preclude la possibilità di codecidere chi verrà
eletto il 6 dicembre.
swissinfo e agenzie
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