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Il Consiglio nazionale prende atto del programma di legislatura

Il Nazionale sprona il Consiglio federale sul progetto Swissmetro Keystone

In cinque ore e mezzo si è discusso del programma governativo di legislatura 1999- 2003. Numerosi deputati si sono alternati alla tribuna per formulare critiche e ribadire le loro convinzioni politiche

Il programma di legislatura è stato completato con una serie di mozioni. Il Nazionale ha così incaricato il governo di rivedere il suo piano finanziario affinché si possa raggiungere a breve scadenza (ma al massimo entro il 2011) l’obiettivo di un’attribuzione dello 0,4 percento del PIL all’aiuto allo sviluppo.

I deputati hanno pure chiesto al Consiglio federale di precisare il suo punto di vista circa un servizio pubblico che copra l’insieme del territorio.

Il Consiglio nazionale ha anche chiesto, per i prossimi 40 anni, una pianificazione della rete delle strade nazionali. Ha inoltre auspicato che il progetto Swissmetro sia integrato nel piano settoriale concernente il traffico ferroviario.

Tra gli altri complementi al programma di legislatura figura pure l’incoraggiamento della promozione delle nuove tecnologie della comunicazione. I deputati hanno anche ripreso due mozioni accolte la settimana scorsa dagli Stati. Concernono un piano di riduzione del debito della Confederazione e una pianificazione permanente nel campo delle strade nazionali.

Il dibattito sul piano finanziario del Consiglio federale ha sollevato prese di posizione più polarizzate. Destra e sinistra si sono date battaglia su una mozione, che i borghesi sono alla fine riusciti a trasmettere con 63 voti contro 52.

Il testo invita il governo a voler raggiungere una quota-parte fiscale della Confederazione non superiore al 10 percento, una partecipazione dello Stato nell’economia più o meno analoga, e un rimborso a medio termine del debito. Il ministro delle finanze Kaspar Villiger ha ritenuto queste prospettive troppo ottimistiche e ha invitato i parlamentari a svolgere una politica coerente: non si possono creare nuove spese e nel contempo chiedere meno imposte e la riduzione del debito.

Al governo è stata infine trasmessa una serie di altri incarichi sotto la forma meno impegnativa del postulato: studiare una maggiore liberalizzazione di Swisscom, della Posta e delle FFS, incoraggiare le holding a insediarsi in Svizzera e accelerare l’attuazione di una riforma ecologica della fiscalità.

“Governare, significa fissare priorità”, ha risposto alle varie critiche il presidente della Confederazione Adolf Ogi, ricordando che il programma di legislatura non è un elenco completo dei progetti del Consiglio federale e non ha la pretesa di risolvere tutti i problemi.

Il dibattito proseguirà giovedì, quando i deputati affronteranno temi di politica interna.

swissinfo e agenzie

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