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Democrazia diretta in Svizzera

Il futuro del governo federale con o senza l’UDC?

Continua a tenere banco la successione del consigliere federale dimissionario UDC Adolf Ogi. In vista dell'elezione di un nuovo membro del governo, il prossimo 6 dicembre, i contatti fra i partiti si intensificano.

I dirigenti del partito socialista (PS) e del partito popolare democratico (PPD) si potrebbero incontrare la settimana prossima per discutere della successione. I socialisti stanno cercando alleati per cacciare l’UDC dal governo federale e mettere così fine alla formula magica sui cui da decenni si basa l’esecutivo (due socialisti, due radicali, due democristiani e un UDC). Il PPD si mostra scettico e il presidente Adalbert Dürrer è seccato per il rumore che stanno facendo i socialisti. Da parte sua, il partito radicale democratico (PRD) ritiene la soluzione dei socialisti troppo rischiosa.

Per il presidente dei radicali Franz Steinegger, che si è espresso in un’intervista al Tages Anzeiger, l’espulsione dell’UDC condurrebbe a una coagulazione di populisti di destra attorno a questo partito. Per Steinegger, i quattro candidati finora in lizza (Rita Fuhrer, Samuel Schmid, Roland Eberle e Christoffel Brändli) formano un ventaglio di opzioni valido e variato.

Da parte sua, in un’intervista alla Berner Zeitung, Franco Cavalli, capo del gruppo socialista alle Camere, opta per un nuovo esecutivo di concordanza che rafforzi la coesione nazionale. Per lui, l’ala populista dell’UDC che fa capo allo zurighese Christoph Blocher non ha più posto in un governo di questo tipo. Cavalli evoca il pericolo che la Svizzera diventi come il Belgio e accenna alle tensioni fra il centro (Zurigo) e la periferia e la Svizzera latina.

Anche i candidati che si sono finora fatti avanti si esprimono nelle pagine della stampa del fine settimana. Il bernese Samuel Schmid sottolinea nel Bund che è disposto a un’elezione anche come candidato non ufficiale.

Durante la trasmissione della DRS “Rundschau”, la presidentessa del Consiglio di Stato di Zurigo, Rita Fuhrer, ha dal canto suo spezzato una lancia in favore di una Svizzera “forte e cosciente di sé.” Un’apertura verso l’estero è secondo lei possibile senza far parte di un sistema che limiti il margine di manovra della Svizzera.

swissinfo e agenzie

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