Il governo chiede spiegazioni sullo sfacelo di SAirGroup
Dopo i cantoni di Ginevra e Vaud, anche la Confederazione e il canton Zurigo hanno annunciato che negheranno il discarico al Consiglio d'amministrazione di SAirGroup, in occasione dell'assemblea degli azionisti di mercoledì 25 aprile. Vogliono così lasciare la via aperta ad eventuali azioni giudiziarie. Il solo a ottenere indulgenza sarà l'attuale presidente, Mario Corti.
Il Canton Zurigo controlla il 3 percento dei complessivi 12,7 milioni di azioni nominative di SAir Group: al corso attuale, tale partecipazione ammonta a circa 45 milioni di franchi. La partecipazione della Confederazione è di poco superiore (3,1 percento) mentre Vaud e Ginevra hanno meno dell’1 percento.
Il Consiglio federale desidera «espressamente ottenere spiegazioni concernenti lo sfacelo di SAirGroup», afferma un comunicato del dipartimento federale delle finanze, precisando che dopo l’assemblea il governo esaminerà se sia il caso di promuovere un’azione di responsabilità a carico degli organi dirigenti del gruppo.
Il rifiuto del discarico permette di intentare azioni di responsabilità entro cinque anni. In caso di concessione, invece, solo gli azionisti che hanno votato contro o si sono astenuti possono intentare azioni del genere, ma soltanto entro un termine di sei mesi e a condizioni ristrette.
Se il 25 aprile ogni membro del consiglio di amministrazione fosse oggetto di un voto personale, il governo sarebbe pronto a concedere il discarico soltanto al nuovo presidente del gruppo, Mario Corti. Berna intende così testimoniare la fiducia che accorda al nuovo «patron» della compagnia, ha detto alla stampa Peter Siegenthaler, direttore dell’amministrazione federale delle finanze.
Il Consiglio federale propone inoltre di non mantenere nel consiglio di amministrazione di SAirGroup, dopo la prossima assemblea straordinaria d’autunno, Bénédict Hentsch, Andres Leuenberger e Lukas Mühlemann. I tre avevano deciso di rassegnare le dimissioni solo nel 2002.
La Confederazione intende fare di tutto per salvaguardare i propri diritti d’azionista, sottolinea il dipartimento delle finanze. «Tutti sono interessati ad avere una compagnia aerea ritenuta efficace, indipendente e finanziariamente sana, in particolare vista l’importanza che riveste sia per l’economia che per la politica dei trasporti», afferma nella sua nota.
Il Consiglio federale chiederà un controllo speciale se il consiglio di amministrazione non dovesse rispondere in modo soddisfacente alle domande formulate per iscritto, ha detto Siegenthaler. Berna desidera saperne di più sulla strategia e la sorveglianza della compagnia. Il governo vuole pure essere informato su problemi contabili, rischi finanziari ed eventuali indennità di buonuscita.
La Confederazione non pensa per il momento di vendere la sua partecipazione nel gruppo. «Siamo in posizione di stand by a questo proposito e non vogliamo lanciare falsi segnali ai mercati borsistici», ha affermato Siegenthaler. Per contro, l’acquisto di nuove azioni è escluso.
Anche il Consiglio di Stato zurighese ha manifestato l’intenzione di concedere il discarico a Corti, ma non agli altri amministratori. L’esecutivo cantonale ha inviato ieri al consiglio di amministrazione una lettera nella quale lo invita a chiarire le cause degli ingenti disavanzi e le responsabilità nella vicenda.
Se all’assemblea generale il consiglio di amministrazione non darà risposte esaurienti, il Canton Zurigo si riserva la possibilità di chiedere un riesame della questione o di sostenere richieste in tal senso di altri azionisti, ha dichiarato alla stampa la portavoce del governo Susanne Sorg. La portavoce ha precisato che il capo del dipartimento zurighese delle finanze, Christian Huber, parteciperà all’assemblea generale.
Secondo Peter Siegenthaler, circa il 12 percento del capitale di SAirgroup è in mano di cantoni, città e altri enti pubblici come la Suva o il Fondo di compensazione dell’Avs.
swissinfo e agenzie
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