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Il governo deve emettere un apprezzamento critico sui rapporti Bergier

Lo chiede la petizione rivolta al Consiglio federale da un gruppo di personalità, che non condividono le conclusioni della commissione di storici che ha indagato sul comportamento della Svizzera durante la seconda guerra mondiale.

«Non deve capitare che venga trasmessa per sempre nella storiografia una rappresentazione grandemente falsificata del comportamento della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale»: questo il contenuto della petizione che la «Comunità d’interessi Svizzera e Seconda Guerra Mondiale» ha rivolto al Consiglio federale.

Il presidente della Comunità, l’ex consigliere nazionale e sindaco di Zurigo Sigmund Widmer, ha detto in una conferenza stampa oggi a Berna che la Commissione indipendente di esperti «Svizzera – Seconda guerra mondiale» (CIE) – la cosiddetta «Commissione Bergier» – ha svolto un lavoro scientificamente impreciso e si è «arrogata un ruolo di giudice» sull’attitudine della Confederazione nel periodo 1933-1945.

Il Consiglio federale è invitato a fornire per iscritto una valutazione «oggettiva e competente dei risultati della ricerca». Secondo la Comunità la presa di posizione del Governo dopo la pubblicazione del rapporto sulla politica dei rifugiati è insufficiente. La petizione chiede pure che tutti gli atti della CIE siano «correttamente archiviati» in modo da essere accessibili per ricerche future.

È criticato in particolare il fatto che nella ricerca sia stata trascurata l’opinione di testimoni dell’epoca. «Le interviste sono state limitate a ex rifugiati e a persone attive alla frontiera», ha detto Hans-Georg Bandi, copresidente del «Gruppo di lavoro storia vissuta (AGG)». La presa di posizione del Governo è importante anche, ha proseguito, per «ristabilire nella popolazione del paese consapevolezza dei fatti e fiducia».

Linus von Castelmur, segretario generale della Commissione Bergier, presente tra il pubblico, non ha voluto esprimersi sulle critiche rivolte dalla Comunità. Il consigliere nazionale Luzi Stamm (PLR/AG), pure nel pubblico e già promotore di inziative simili a livello parlamentare, ha detto che si impegnerà personalmente perché alla petizione sia dato il giusto seguito.

La Comunità d’interessi raggruppa 19 organizzazioni che siimpegnano per un’evocazione equilibrata e giusta della Svizzera nel periodo della Seconda guerra mondiale». Tra queste ci sono il citato AGG e «Pro libertate» che in passato si erano già espresse criticamente sul rapporto Bergier concernente la politica dei rifugiati. L’associazione si dice «indipendente dai partiti politici» e conta sul sostegno di circa 20 000 membri.

swissinfo e agenzie

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