Il Manifesto del Gurten per rinnovare il Partito socialista
Il Partito Socialista svizzero dovrebbe avviare un nuova politica progressista ed essere meno scettico nei confronti del mercato. È quanto sostiene, fra l'altro, il «Manifesto del Gurten», un decalogo un po' provocatorio presentato giovedì a Berna da un gruppo di socialisti bernesi, per stimolare un dibattito costruttivo che consenta al PS di raggiungere la potenzialità della sua base elettorale.
Il testo prende il nome dalla collina nei pressi di Berna, sulla quale gli autori si sono trovati «per avere un orizzonte più ampio», anche in senso non figurato – ha spiegato scherzosamente Simonetta Sommaruga, consigliera nazionale e municipale di Köniz.
Il documento, che analizza la situazione del PS e propone in dieci punti alcuni cambiamenti auspicati, non vuole essere un vero e proprio programma, ma piuttosto uno stimolo per un dibattito costruttivo. A questo proposito un foro di discussione è aperto sul sito www.gurtenmanifest.ch.
Siamo convinti che i valori sostenuti dal nostro partito corrispondano a quelli di molte persone e vogliamo sfruttare a fondo questo potenziale – hanno sottolineato gli autori. Il politologo bernese Wolf Linder, uno dei coautori, ha ricordato che il PS svizzero «ristagna» attorno al 20 percento dell’elettorato mentre la socialdemocrazia europea raggiunge almeno il doppio, se non addirittura la maggioranza della popolazione.
Il PS, segnala il punto 1 del «Manifesto», non ha ancora pienamente realizzato che il suo elettorato attuale più che da una appartenenza di classe è definito dai valori comuni, come libertà, solidarietà sociale e responsabilità ecologica.
Il partito deve tenerne conto e – critica il punto 2 – invece di lanciarsi «come un kamikaze» in una politica di natura clientelare, appoggiando tutti i referendum di ogni gruppo di attivisti a lui in qualche modo vicini, deve piuttosto puntare sulla comunanza dei valori che incarna, poiché è qui che sta il potenziale politico specifico.
Lo storico bernese Tobias Kaestli, altro coautore del «Manifesto del Gurten», ha ricordato i punti 3 e 4 del documento in cui il partito, invece di credersi l’unica forza del Paese in grado di opporsi al neoliberalismo, deve sfruttare molto di più il sistema di «concordanza» di cui è partecipe e non deve sottovalutare una buona complementarietà con il mercato.
Pur continuando a riconoscersi in una politica di Stato, il PS deve riesaminare in permanenza quali incombenze questo possa assumersi in futuro e come farlo efficacemente. Bisogna limitare la pressione fiscale e ridurre l’indebitamento, poiché non c’è niente di più asociale che vivere sulle spalle delle generazioni future – ha rilevato il sindaco di Köniz Henri Huber. Non bisogna sempre associare la volontà di risparmio allo smantellamento sociale.
Gli autori del manifesto ritengono che il PS abbia sottovalutato gli effetti negativi dello Stato assistenziale che, a parte i vantaggi incontestabili, deresponsabilizza gli individui con un sistema provvidenzialistico ad oltranza. Le persone che hanno bisogno di assistenza o che non hanno più lavoro devono essere trattati come individui in grado «di dare una contropartita» – si legge al punto 5 .
Punto questo sul quale si è trovata in disaccordo, perché sposa troppo le tesi della destra, la presidente del PS, ChristianeBrunner, presente alla conferenza stampa. La consigliera agli Stati ginevrina ritene comunque che il Manifesto del Gurten sia «fruttuoso» per la nuova dinamica che anima il partito e per migliorare la qualità dei dibattiti. Ha però avvertito che su alcuni punti non è disposta a seguirlo.
swissinfo e agenzie
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