Il personale di AOM e Air Liberté attende preoccupato il piano di ristrutturazione
Scocca l'ora della verità per due delle tre compagnie francesi di Swissair: lunedì viene infatti presentato un piano di ristrutturazione che si annuncia doloroso. I sindacati, per niente rassicurati dalle dichiarazioni della direzione, hanno già invitato il personale a incrociare le braccia.
Marc Rochet, direttore di Air Liberté, sta lavorando a un piano di riassetto che riguarda contemporaneamente i due vettori: l’obiettivo è di ridurre al massimo la perdita di posti di lavoro. Le due compagnie versano in gravissime difficoltà economiche e «se le separiamo, ha detto Rochet, andranno a confrontarsi ognuna per conto proprio con difficoltà enormi».
«Mi batto per il futuro dei due vettori», ha aggiunto, pensando in particolare alla «possibilità di ridurre l’impatto sociale» e occupazionale. «Ma se il personale vuole che si proceda sulla via della separazione, considereremo anche questa eventualità».
Rochet è incaricato di presentare lunedì il suo programma di ristrutturazione e il relativo piano sociale al Comitato aziendale centrale, ma i sindacati hanno già messo le mani avanti lanciando un appello allo sciopero. L’agitazione potrebbe raggiungere il culmine nella giornata di mercoledì alla vigilia del lungo week-end dell’Ascensione.
Stando ai sindacati, sono in pericolo non meno di 1’500 posti di lavoro su un totale di 5’000, senza contare le ripercussioni nefaste che si produrrebbero sull’indotto.
AOM e Air Liberté sono alla ricerca di eventuali acquirenti e le loro sorti sono legate a un filo di lana: i due azionisti Swissair Group e Marine Wendel, che controllano i due vettori, hanno infatti garantito investimenti e contributi finanziari solo fino al 25 giugno.
swissinfo e agenzie
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