Il popolo di inquilini non vuole una maggiore protezione
L'Associazione svizzera degli inquilini non ce l'ha fatta. La sua iniziativa è stata bocciata con il 71% dei voti. Insieme ai socialisti lanciano un appello alla mobilitazione per la prossima votazione.
Intanto, gli ambienti immobiliari cantano vittoria.
I cittadini hanno dunque dato retta agli oppositori dell’iniziativa, che avevano messo in guardia dall’eccessiva burocrazia e dalla paralisi degli investimenti, se le proposte fossero state accettate.
Ma questa bocciatura “non va interpretata come il via libera alla liberalizzazione selvaggia del diritto di locazione”, ha ammonito Rudolph Strahm, deputato socialista e presidente dell’Associazione svizzera degli inquilini. Ora l’ASLOCA e il Partito socialista intendono concentrare i loro sforzi sulla lotta contro la revisione del diritto di locazione, su cui si voterà in febbraio grazie al referendum già inoltrato.
Per i socialisti, la bocciatura così secca è da attribuire al clima di incertezza economica in cui la gente vive. “L’insicurezza spinge la gente a privilegiare situazioni già note a innovazioni dalle conseguenze non del tutto previsibili”, indica Philippe Jeannerat, portavoce del PS.
Un passo nella buona direzione
Per gli oppositori all’iniziativa, il risultato è un primo passo nella buona direzione della liberalizzazione del mercato. “Dal momento che la Svizzera è un popolo di inquilini, questo no diventa uno schiaffo ancora più sonoro”, ha indicato Ueli Maurer, dell’Unione democratica di centro.
“La popolazione non vuole un regolamento troppo complesso in questo settore”, ha commentato Jean-Michel Cina, deputato democratico e presidente del comitato contrario all’iniziativa.
Un controprogetto indiretto
Cosciente delle imperfezioni della legislazione attuale, il governo, seguito dalla maggioranza del parlamento, ha proposto una revisione parziale del diritto della locazione. Questa revisione, accolta dunque dal popolo, fungeva da controprogetto indiretto all’iniziativa.
L’aspetto essenziale riguarda l’abbandono dell’indicizzazione delle pigioni in base al tasso ipotecario. Le pigioni varieranno in funzione dell’80% dell’indice dei prezzi al consumo. Per quanto riguarda gli abusi, la proposta di governo e parlamento accantona la nozione alquanto vaga di “rendimento eccessivo” e stipula invece che un affitto è esagerato quando supera di oltre il 15% le pigioni paragonabili.
Questa revisione non entusiasma gli ambienti vicini ai proprietari d’immobili, che l’hanno però accettata come un compromesso ragionevole.
È la sesta volta dal 1955 che il popolo svizzero respinge un’iniziativa sugli affitti e la protezione degli inquilini.
Ma la partita non è ancora chiusa, perché l’Associazione svizzera degli inquilini ha già inoltrato il referendum. Il 6 maggio ha depositato oltre 90.000 firme raccolte, mentre 50.000 sarebbero bastate. Torneremo dunque a votare su questo tema.
swissinfo, Mariano Masserini
L’iniziativa popolare chiedeva che le pigioni fossero indicizzate con il tasso ipotecario medio calcolato su un periodo di cinque anni.
Il controprogetto propone una revisione del diritto attuale che vincola le pigioni all’evoluzione dell’indice dei prezzi al consumo.
L’Associazione svizzera degli inquilini ha già raccolto le firme necessarie per un referendum contro la revisione.
Il 68% degli svizzeri vive in affitto
L’iniziativa “per pigioni corrette” era stata depositata nel 1997
102 deputati contro 60 raccomandavano di respingerla
35 senatori su 39 l’avevano bocciata
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