Il PPD all’opposto del governo invita a votare Sì all’Europa
Il presidente Adalbert Durrer e il consigliere federale Joseph Deiss sono rimasti stupefatti: i delegati del Partito popolare democratico svizzero, riuniti sabato a Berna per formulare le raccomandazioni di voto in vista dell'appuntamento con le urne del 4 marzo, hanno deciso di appoggiare l'iniziativa «Sì all'Europa», che chiede l'avvio immediato di negoziati con Bruxelles. Lo scarto di voti è stato netto: 189 contro 148.
Deiss, non senza imbarazzo, aveva in precedenza spiegato che l’iniziativa «pone l’interrogativo sbagliato al momento sbagliato». Raccomandando il «no», il ministro degli esteri aveva affermato che l’adesione è e rimane l’obiettivo strategico del governo, ma le trattative non possono svolgersi «sotto la pressione del tempo». Il negoziato «richiede continuità e una politica pragmatica».
Altri oratori, quali il consigliere agli Stati Bruno Frick, hanno indicato che prima di intavolare trattative di adesione la Svizzera deve «digerire» gli accordi bilaterali di fresca approvazione.
L’assemblea non ha però seguito le loro argomentazioni e il «sì» all’iniziativa europeista è stato accolto da scroscianti applausi. In un primo commento il ministro degli esteri Deiss ha avvertito che il cammino verso l’adesione rimane comunque lungo e richiederà una grande opera di persuasione. Il presidente Durrer, pure lui schieratosi per il «no», ha assicurato che sulla questione europea non vi è «Röstigraben» all’interno del partito: gli orientamenti variano a seconda dei ceti sociali e non delle regioni linguistiche.
Prima del voto avevano invitato a sostenere l’iniziativa le donne PPD, le sezioni giovanili e le sezioni cantonali della Svizzera romanda. Ma anche il presidente della sezione zurighese e i rappresentanti della Svizzera italiana hanno sollecitato i delegati ad esprimersi favorevolmente.
Jerôme Oeuvray, membro del comitato direttivo del PPD svizzero, ha commentato il sorprendente esito del voto affermando che «i delegati hanno seguito la politica filo-europea del partito». Pensare che l’iniziativa possa raccogliere il 4 marzo la maggioranza popolare dei votanti «adesso non è più un miraggio».
Bruno Frick, consigliere agli Stati svittese e presidente del comitato che si oppone all’iniziativa «Sì all’Europa», si è detto sorpreso della decisione del suo partito di sostenere l’avvio di negoziati immediati con l’UE e continua a dubitare che la maggioranza dell’elettorato popolare democratico approverà l’oggetto alle urne, il 4 marzo.
Probabilmente i favorevoli all’iniziativa hanno fatto di tutto per mobilitare i delegati, mentre i contrari si sentivano troppo sicuri, ha detto Frick. L’assemblea si è lasciata prendere dall’«euforia europeista» e non ha prestato ascolto agli argomenti concreti dei «realisti».
Gli altri temi in votazione il 4 marzo sono passati in secondo piano. L’iniziativa Denner «per farmaci a prezzi più bassi» è stata spazzata via con 229 voti contro 0. E l’iniziativa ambientalista«strade per tutti» è stata bocciata con 198 voti contro 33.
L’assemblea dei delegati ha peraltro riconfermato Durrer alla presidenza, così come i vice-presidenti Rosemarie Zapfl-Helbling e François Lachat. L’elezione degli altri membri della direzione è stata invece rinviata a maggio, dopo i malumori espressi dalle sezioni di Lucerna e Turgovia, che avevano deplorato un certo immobilismo. La direzione è stata rimpicciolita da 12 a sette membri e dei sette candidati in lizza sei sono uscenti: l’unico volto nuovo è il consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi.
Il presidente del partito Durer nell’inauguare l’assemblea dei delegati aveva sostenuto che né il liberismo, né il socialismo sono in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone e delle famiglie. Liberismo e socialismo, ha affermato Durrer, «poggiano sull’egoismo e sul collettivismo e suscitano sentimenti di insicurezza». «La gente è stanca degli estremi e vuole una soluzione alternativa», che il PPD svizzero è in grado di offrire.
Il presidente del PPD ha anche invitato il consigliere federale Kaspar Villiger a mettere in atto le riforme annunciate in modo da alleggerire il carico fiscale della famiglie. Ha poi concluso il suo discorso con una nota di ottimismo, affermando che il partito«ha buone possibilità di proseguire sulla via del successo» in occasione delle prossime elezioni federali del 2003.
swissinfo e agenzie
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