Il presidente austriaco Thomas Klestil in Svizzera
Integrazione europea, ONU e annunciato ritiro di Ogi dal Consiglio federale: questi i principali temi discussi lunedì nell'incontro tra il presidente della Confederazione Adolf Ogi e il presidente austriaco Thomas Klestil, in visita di lavoro a Berna.
L’arrivo di Klestil è «adombrato da un duro colpo del destino», ha indicato Ogi, riferendosi alla tragedia della funicolare di Kaprun di sabato. Il Consiglio federale e il popolo elvetico – ha aggiunto – partecipano al dolore che ha colpito il paese confinante.
Klestil – che ieri ha assistito a una celebrazione religiosa nella cattedrale di Vienna in suffragio delle 155 vittime dell’incendio – ha confermato che, in base alle ultime notizie, non risultano esserci svizzeri tra le vittime. Il presidente autriaco ha quindi espresso apprezzamento e amicizia nei confronti dell’omologo. Ogi – a suo dire – è stato un buon presidente, come la prima volta nel 1993. Ha contribuito a una maggiore apertura e a una presenza più viva della Svizzera all’estero. Le numerose visite reciproche dei politici dei due paesi – ha aggiunto – sono un segno delle ottime relazioni e della vicinanza di idee tra Svizzera e Austria.
Già in ottobre, la Cancelleria austriaca aveva comunicato che il presidente avrebbe approfittato della visita per ringraziare la Svizzera per il suo atteggiamento nei confronti di Vienna, quando quest’ultima era oggetto delle sanzioni decretate dalla maggior parte dei paesi membri dell’Unione europea (UE).
Secondo Klestil, l’Austria è d’accordo con la posizione della Commissione europea in merito all’espansione a est. «In futuro, in un’Ue allargata, ci sarà, secondo me, anche la Svizzera», ha affermato. Ogi ha colto l’occasione per ringraziare la nazione vicina per la rapida ratifica dell’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone: l’Austria è stato il primo paese in assoluto a firmarlo. «Berna ha tutto il sostegno di Vienna per quanto riguarda l’adesione nell’Ue», ha ribadito Klestil.
Accantonato il tema dell’Ue, i due presidenti si sono occupati del comune impegno all’interno della KFOR in Kosovo, della situazione nei Balcani e della collaborazione all’interno dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), di cui l’Austria quest’anno è presidente. Vienna vede positivamente l’evoluzione nella regione balcanica e si augura che la Jugoslavia decida di aderire all’OSCE, anche se bisognerà ridiscutere gli statuti del Kosovo e del Montenegro.
Al previsto «esercito europeo», l’Austria intende partecipare con 2000 uomini. Non intende invece aderire all’Alleanza atlantica, anche se mantiene aperta questa possibilità, ha comunicato Kleistil. «Se gli austriaci decidessero di entrare nella Nato, la Svizzera si troverebbe in una nuova situazione politico-militare», ha affermato Ogi.
swissinfo e agenzie
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