Il presidente del Mali vuole aiutare la Svizzera
Il presidente del Mali Amadou Toumani Touré ha affermato lunedì che intende fare tutto il possibile per liberare l'ostaggio svizzero detenuto dal 22 gennaio dall'organizzazione Al Qaida per il Maghreb islamico.
In una conferenza stampa tenuta a Bamako, la capitale del Mali, Touré ha inoltre affermato che un intervento militare di ampia portata verrà organizzato solo quando il cittadino elvetico sarà liberato. “Vi posso dire che è una delle mie missione più difficili”, ha dichiarato il presidente del paese africano. “Siamo indeboliti quando un ostaggio viene catturato: non è possibile effettuare un’azione militare dato che le persone rapite vengono utilizzate come scudi umani”.
Non pagheremo nessun riscatto, ha aggiunto Touré: “I soldi che vengono dati a queste persone (Al Qaida, ndr) non fanno nient’altro che rafforzare le loro attività terroristiche”. Oltre ad un riscatto, l’organizzazione Al Qaida per il Maghreb islamico esige il rilascio di Abu Katada, un islamista giordano detenuto dal 2005 in Gran Bretagna e considerato il braccio destro in Europa di Osama Bin Laden.
Micheline Calmy-Rey aveva incontrato il presidente Touré il 17 aprile a Bamako. La minista svizzera degli affari esteri lo aveva ringraziato per il suo impegno personale e del suo governo per la liberazione degli ostaggi.
Il cittadino svizzero era stato catturato in Niger, il 22 gennaio, insieme a sua moglie, una tedesca e un britannico. Le due donne erano state liberate il 22 aprile nel nord del Mali. Il cittadino britannico è stato invece ucciso dai rapitori a inizio giugno. Secondo una fonte diplomatica europea che vuole mantenere l’anonimato, l’ostaggio svizzero avrebbe problemi di salute.
swissinfo.ch e agenzie
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