Incontro con le Nazioni Unite
Il Forum politico della Confederazione a Berna presenta un'esposizione sul rapporto Svizzera-ONU. Temi, fatti e posizioni diverse in vista della votazione popolare.
Il Forum politico, con sede nell’antica torre della prigione della capitale, si propone come ambito neutro di discussione. L’esposizione aperta lunedì 13 novembre tematizza il rapporto tra la Svizzera e le Nazioni unite.
Già il primo approccio indica una certa provocazione, voluta dai curatori. Infatti la disposizione drammaturgicamente raffinata dei pannelli esplicativi dice molto più dei fatti riportati.
Infatti, salendo le strette scale che portano ai locali superiori della costruzione medievale, si incontrano tutti i paesi membri delle Nazioni Unite in ordine d’adesione. Sono ben 189 le nazioni – dalla Micronesia alla Lituania, passando per l’Usbekistan e Haiti – e sembrano davvero tutte. O no?
La risposta arriva nel primo locale dell’esposizione. Dedicato appunto alla Svizzera che, con il Vaticano e la Palestina, ha uno statuto d’osservatore presso l’ONU. Nella sala buia sono illustrate le posizioni svizzere verso l’organizzazione internazionale per eccellenza. Dietro a porticine che ricordano un calendario d’Avvento si possono scoprire le diverse posizioni di partiti e organizzazioni.
La cultura svizzera del dibattito
Dei cartolari raccolgono le posizioni della procedura di consultazione effettuata prima del dibattito parlamentare. Persone giovani e anziane hanno scritto al Dipartimento federale degli esteri le loro impressioni.
Sfogliando si incontrano alternativamente posizioni favorevoli e discordanti. Chi vede nell’ONU un mostro inutile che inghiotte danaro e sputa carta, chi invece ne loda il ruolo di mediazione fra i paesi.
Andando avanti si incontrano i risultati di un sondaggio sulla percezione delle svizzere e degli svizzeri sul ruolo delle istituzioni internazionali e su una eventuale partecipazione attiva del paese nel concerto mondiale. Poi si incontrano dei dati sulla votazione del 1986, in cui una maggioranza schiacciante della popolazione aveva detto no alla partecipazione elvetica.
I materiali offerti rappresentano in maniera lampante il dibattito aperto che coinvolge sia i partiti che la popolazione. Una sorta di specchio della democrazia diretta.
L’albero ONU
I prossimi locali tracciano la storia delle Nazioni Unite e delle sue organizzazioni. Un messaggio registrato del consigliere federale Joseph Deiss invita a conoscere “l’albero delle nazioni”, una creatura organica nata dalla volontà e dalla necessità dei paesi del mondo di conoscersi meglio e di collaborare.
I frutti di questo albero sono le organizzazioni figlie delle Nazioni Unite. Sono più di venti, le organizzazioni che vi fanno riferimento e che si occupano di temi specifici, cercando una collaborazione internazionale. Fra queste l’organizzazione per l’infanzia UNICEF, quella per i beni culturali e la formazione UNESCO, o l’agricoltura e lo sviluppo coordinati dalla FAO.
Uno spazio poi è dedicato alla storia dell’istituzione. Dalla Società delle Nazioni, precedente la Seconda Guerra mondiale, alle grandi conferenze internazionali che hanno definito le relazioni giuridiche e istituzionali del mondo, definendo questioni di confini territoriali o delineando le regole del commercio internazionale.
La posizione ufficiale
Il Forum politico è uno spazio espositivo che vuole dichiaratamente offrire spazio al dibattito. Nella pluralità delle posizioni dunque si ribadisce quella cultura del confronto e del consenso che caratterizzano il clima politico elvetico.
La posizione ufficiale si trova nella voce del ministro degli esteri. I cittadini hanno spazio nelle schede scritte, l’informazione è tenuta scarna e oggettiva. Forse l’unica nota di colore è la registrazione dell’incaricato speciale delle Nazioni Unite Adolf Ogi.
L’ex-consigliere federale invoca lo spirito e l’entusiasmo necessari per affrontare il futuro. Un impegno che implica spirito sportivo e apertura in un contesto internazionale che rimane difficile e che necessita più che mai di denominatori comuni.
All’inaugurazione il Presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha auspicato un cambiamento di prospettiva. “Forse già l’anno prossimo – ha detto all’inaugurazione di lunedì al Käfigturm – non guarderemo l’ONU dalle finestrelle della Torre dell’antica prigione di Berna, ma avremo tutt’altra prospettiva dai piani alti del Palazzo di Vetro di New York”.
Ma il presidente è cosciente del fatto che non basta la sua posizione: “In Svizzera l’ultima parola rimane al popolo. Questa esposizione serve ad informare e discutere”.
Daniele Papacella
L’esposizione “La Svizzera e l’ONU” rimane aperta fino al 26 gennaio 2002
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