L’UDC approva il referendum contro l’invio di soldati svizzeri armati all’estero
Durante un congresso straordinario, i delegati dell'Unione democratica di centro hanno deciso di sostenere la proposta di referendum. Senza successo l'appello del presidente della Confederazione, Adolf Ogi, per una maggiore collaborazione internazionale.
Riuniti a Unterentfelden, nel Canton Argovia, i delegati dell’UDC hanno approvato con 279 voti favorevoli, contro 104, il previsto referendum contro la legge militare che autorizza l’invio all’estero di soldati svizzeri armati. La maggioranza dei delegati centristi ritiene che la partecipazione a simili operazioni di pace all’estero non è conforme al principio della neutralità svizzera.
Non ha incontrato i favori dei suoi colleghi di partito il discorso pronunciato dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi, che ha criticato la volontà di impugnare il referendum, prima ancora che sia stata approvata dal parlamento la nuova legge militare. Gli estremi si incontrano, ha dichiarato Ogi, alludendo al fatto che il referendum è sostenuto da poli opposti, quali l’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE).
Gli oltre 390 delegati hanno inoltre approvato un documento di una trentina di pagine, già accettato dai dirigenti dell’UDC, che definisce le linee di politica estera, difese dal partito. In sostanza, il testo non propone nulla di nuovo: mantenere la nozione di «Sonderfall» per la Confederazione, non mandare soldati svizzeri all’estero e rifiutare l’adesione all’ONU.
Il presidente del partito, Ueli Maurer, ha aperto la giornata citando i racconti di Hans Christian Andersen per spiegare che «il re è nudo» è bisogna avere il coraggio di dire anche le verità sgradevoli. Senza stilare una lista completa «di tutto ciò che è nudo in campo politico», Maurer ha comunque citato l’Expo.02, l’assicurazione maternità, la riforma dell’esercito, l’ONU e l’iniziativa popolare «Sì all’Europa».
Dal tenore alquanto diverso il discorso pronunciato dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi, secondo il quale l’UDC deve aprirsi ad una maggiore collaborazione internazionale. Per Ogi la Svizzera deve definire e difendere da sola i suoi interessi nazionali, ma in molti settori è necessaria la cooperazione con altri paesi per raggiungere gli obbiettivi fissati.
Il ministro della difesa ha inoltre invitato i suoi colleghi di partito a sostenere l’adesione della Svizzera alle Nazioni unite. A suo giudizio, un ruolo attivo di politica estera può essere svolto – anche da parte di un paese neutrale – solo all’interno della comunità internazionale e quindi in seno all’ONU. Ogi ha manifestato la sua soddisfazione per il fatto che i delegati dell’UDC hanno seguito, senza protestare, il suo discorso.
swissinfo e agenzie
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