L’UDC reclama per sé la leadership borghese
Il presidente dell'Unione democratica di centro Ueli Maurer, durante l'assemblea dei delegati in corso sabato a Gais, nell'Appenzello esterno, ha invitato il Consiglio federale a difendere la Svizzera di fronte ai grandi del mondo. Definendo il suo partito «leader del campo borghese», Maurer ha pure chiesto a liberali e democristiani di seguire la politica dell'UDC.
Maurer ha aperto l’assemblea dei delegati in musica. Dando prova del suo talento di direttore d’orchestra, il presidente ha diretto la fanfara locale prima di pronunciare il discorso inagurale davanti alle 300-400 persone presenti. La Svizzera si «blocca da anni davanti a Bruxelles e alle organizzazioni internazionali come un coniglio davanti a un serpente», ha detto Maurer. Il governo dimostra un’evidente mancanza di fiducia in se stesso e un bisogno costante di adattarsi.
Mentre l’Unione europea tira per le lunghe la ratifica dei primi accordi bilaterali, la Svizzera ha aperto le sue strade ai camion europei e si è lanciata in nuovi negoziati bilaterali. Evidentemente Berna «non riesce a resistere alla tentazione di svendere gli interessi della Svizzera», ha criticato il presidente UDC. È ora di finirla, ha aggiunto.
L’UDC leader del campo borghese
Il presidente dell’UDC si è poi rallegrato del fatto che il suo partito sia diventato il «leader programmatico» degli altri partiti governativi borghesi dopo il successo elettorale del 1999. «Siamo contenti di vedere che il Partito liberale radicale e il Partito popolare democratico cristiano si orientano in funzione dei nostri punti forti» ha detto Maurer. Ha poi chiesto ai due partiti di rimanere su questa «retta via» e di svolgere una «politica borghese rigorosa.
Contro l’adesione allo spazio di Schengen
Nella parte programmatica dell’assemblea, i delegati UDC hanno poi respinto un’adesione totale e precipitata agli spazi di Schengen e Dublino. Il governo non deve piegarsi ai diktat dell’Unione europea ma difendere gli interessi della Svizzera, hanno sottolineato gli oratori.
Non c’è fretta, ha detto in sostanza la consigliera di Stato zurighese Rita Fuhrer, presentando la risoluzione «Difesa degli interessi svizzeri di fronte allo spazio di Schengen». Il nostro è un paese non ancora infiltrato dalla criminalità organizzata, secondo la FuhrerIl Consiglio federale non deve sempre seguire quanto deciso in precedenza dall’Ue, ha proseguito la politica UDC.
Per il consigliere nazionale (UDC/ZH) Ulrich Schüler la protezione delle frontiere continua a «fare acqua» per mancanza di effettivi e mezzi, che ha colto l’occasione per criticare il costante rinvio del nuovo concetto di sicurezza interna. Otto delegati hanno in seguito preso la parola per respingere in toto lo spazio di Schengen. È stato paventato lo spettro di una invasione del territorio svizzero da parte della criminalità straniera, in particolare trafficanti di droga e armi.
I delegati hanno respinto senza opposizioni l’apertura delle frontiere elvetiche e respinto l’abolizione del segreto bancario, collegata con l’accordo sulla lotta alla frodi fiscali, in programma nei bilaterali bis.
Contro la professionalizzazione dell’esercito
I delegati dell’UDC hanno accettato inoltre le tesi del partito sulla riforma Esercito XXI e respinto il modello presentato dal Consiglio federale. A loro avviso, la Svizzera ha bisogno di un esercito di milizia forte, e non di un «esercito a due classi» con soldati professionisti.
Il consigliere nazionale appenzellese Jakob Freund ha esposto le tesi che il partito aveva già in parte formulato a fine luglio in occasione della procedura di consultazione. Per l’UDC bisogna rinunciare al servizio di leva lungo e ridurre al minimo il numero dei soldati professionisti.
«Il principio della milizia ancora l’esercito nella popolazione» ha detto il consigliere nazionale basilese Caspar Baader. «Serve anche all’economia poiché costituisce un base di formazione ideale per i quadri». L’istruzione deve continuare ad essere assicurata da giovani ufficiali di milizia e non da professionisti come prevede il progetto Esercito XXI. L’UDC ha pure ribadito la sua opposizione ad un rafforzamento della collaborazione internazionale. La difesa del paese e la sicurezza interiore devono rimanere i compiti prioritari dell’esercito svizzero, ha dichiarato Baader.
Il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) Samuel Schmid ha invece difeso il modello di riforma del Consiglio federale e ha assicurato che il nuovo esercito rimarrà basato sulla milizia e assumerà i compiti previsti dalla Costituzione cioè la difesa del paese e la promozione della pace. La sicurezza interna invece è di competenza delle polizie cantonali. Ma il mondo e la società cambiano e l’esercito deve adattarsi, ha detto il consigliere federale.
swissinfo e agenzie
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